Prende vita e sostanza piena la Casa della Cultura di San Calogero in un bene confiscato alla criminalità organizzata. La struttura, dotata anche di sale multimediali, è stata inaugurata, in contrada "Licciardo", alla presenza di numerose autorità istituzionali, tra cui la prefetta di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo, del vicegovernatore, Filippo Pietropaolo, de consigliere regionale Francesco Denisi, del comandante dei carabinieri della Compagnia di Tropea Emanuele Palombi, del vicequestore Domenico Lanzaro e del tenente Antolino Potito della Guardia di finanza, nucleo operativo di Vibo Valentia. Dopo il taglio del nastro da parte del sindaco Giuseppe Maruca è seguito un incontro con le autorità istituzionali presenti - moderato dal giornalista Vincenzo Varone – il cui filo conduttore è stata la legalità. Gli interventi, dopo il saluto del sindaco Giuseppe Maruca che ha fatto anche un bilancio della sua attività amministrativa, sono stati tutti incentrati sull’importante valore simbolico nella lotta alla mafia che assume la Casa della Cultura, realizzata in un bene confiscato alla criminalità organizzata.

Casa della cultura che da ieri è diventata pienamente operativa con il dichiarato intento di essere palestra di formazione e di crescita soprattutto per le nuove generazioni. La struttura è stata realizzata con finanziamenti della Regione Calabria e con un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno. Quest’ultimo nell’ambito del Pon legalità. Il bene, al momento della consegna al Comune di San Calogero, avvenuta con un decreto del 2004 da parte dell’Agenzia dei beni confiscati, “era costituito - per come riporta la relazione stilata dal responsabile dell’area tecnica dell’ente Pasquale Lagadari da un piano seminterrato, composto da due corpi di fabbrica”, in larga parte rustico. Nel tempo su questo immobile sono stati attuati tutta una serie di interventi per un importo complessivo di oltre due milioni di euro.