Il dibattito sui diritti delle donne e sulla prevenzione della violenza di genere torna al centro dell'agenda politica calabrese. Lunedì 16 marzo, alle ore 17.30, la Biblioteca Comunale di Vibo Valentia ospiterà l'incontro "Donne al Centro – per difendere il consenso e l'autodeterminazione", iniziativa promossa da Azione Vibo Valentia in sinergia con il direttivo regionale del partito.

L’incontro punta i riflettori sulla controversa riformulazione del disegno di legge proposta dalla senatrice Giulia Bongiorno. Al centro della critica vi è la scelta di eliminare il riferimento esplicito al "consenso" – pilastro della Convenzione di Istanbul – per introdurre la nozione di "volontà contraria all'atto sessuale". Una virata che ha scosso il mondo associativo e politico, giunta dopo che, nel novembre 2025, la Camera aveva inizialmente approvato all'unanimità un testo volto a sollevare le vittime dall'onere della prova.

Il confronto si inserisce in una ricorrenza storica fondamentale: i trent'anni dalla legge 66/1996, che rimosse lo stupro dai reati contro la "moralità pubblica" del Codice Rocco per inserirlo tra i delitti contro la persona. L'appuntamento di lunedì servirà a comprendere se le nuove proposte rappresentino un'evoluzione o un’involuzione rispetto al riconoscimento dell'autodeterminazione individuale conquistato tre decenni fa.

L'evento, moderato dalla giornalista Rosita Mercatante, vedrà una partecipazione istituzionale e tecnica di alto profilo. Dopo i saluti del Sindaco Enzo Romeo, del coordinatore regionale di Azione Francesco De Nisi e del commissario cittadino Marisa Galati, il dibattito entrerà nel vivo con i contributi di Raffaella Santelli, vicepresidente dell'associazione Le Foglie di Dafne, Elda De Masi, avvocata e consigliera dell'Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia ed Ettore Rosato, segretario del Copasir.

Le conclusioni saranno affidate a Elena Bonetti, già Ministro per le pari opportunità e la famiglia. Oltre al focus legislativo, l'iniziativa si propone di lanciare proposte concrete per rafforzare la partecipazione femminile nella società, sostenere la conciliazione tra vita e lavoro e valorizzare il lavoro di cura. Un’occasione per la società civile vibonese di rispondere ai molti interrogativi su come la legge possa, e debba, farsi scudo reale contro ogni forma di prevaricazione.