ASP Vibo Valentia, sei mesi di attesa per una semplice visita medico-sportiva
Basta improvvisazioni. Basta superficialità.
Da tempo il mondo dello sport si è dato una regolata e le attività, se agonistiche anche in ambito dilettantistico, devono essere organizzate in modo professionale, con la giusta dose di serietà, innanzitutto per quanto riguarda l’aspetto medico-sanitario. Mai più deve accadere che un giovane atleta – sia esso professionista che dilettante – mette in pericolo la sua vita; mai più deve accadere che un giocatore – qualunque sia lo sport – giochi senza che la società si sia accertata che le sue condizioni sanitarie ne consentano la “scesa in campo”.
Sono tutte premesse necessarie ed opportune, nulla da eccepire, anzi…
Ma come fare? Come comportarsi?
La sanità pubblica è in grado di rispondere a simili necessità? È in condizione di consentire ad un ragazzo di realizzare la sua aspirazione e svolgere così una sana attività sportiva?
Oltretutto, le nuove tendenze socio-culturali e medico-scientifiche, quasi impongono che ciò si faccia e, se proprio una società disposta ad accoglierti non si trova, ci sono sempre le palestre; ed anche le palestre aprono le porte solo a chi presenta un certificato medico-sportivo che ne autorizzi le prestazioni.
Ed allora – ripetiamo la domanda – la sanità pubblica è in grado di rispondere a simili necessità?
No. La risposta è no. O meglio, a Vibo Valentia è sì,,, ma solo quando è tutto inutile!
Almeno, per quanto riguarda le cosiddette “società minori”, quelle delle categorie più basse, ovvero quelle che dispongono di minori risorse economiche e si mantengono grazie al volontariato, alla passione.
Abitualmente, i campionati minori iniziano sempre tra ottobre e novembre. Ed ecco che un giovane atleta che si appresta ad iniziare la sua stagione agonistica, anche solo amatoriale, sognando vittorie e partite giocate con trascinante passione, si ritrova contro un muro invalicabile.
Se prenoti oggi, alla vigilia del torneo, la indispensabile visita medico-sportiva, l’ASP di Vibo Valentia ti rimanda al… prossimo mese di aprile!
Aprile? Cioè, quando il campionato è finito? Quando la stagione agonistica si è conclusa?
Sì, ad aprile: gli ambulatori di Moderata Durant saranno finalmente a disposizione del giovane atleta non prima di quella data!
E le roboanti conferenze stampa, i puntuali comunicati che giungono nelle redazioni annunciando la nuova strategia del management sanitario, assicurando che i tempi di prenotazione delle visite sono stati ormai ridotti se non azzerati…?!
Aprile. Quasi sei mesi di attesa per una visita di routine, quale è quella medico-sportiva.
E il ragazzo che vorrebbe giocare?
Se appartiene a piccole società gestite in maniera volontaria e con poche risorse economiche, come sono tutte quelle che partecipano ai campionati minori, deve aspettare la stagione prossima. Altrimenti, paga. La sua famiglia paga profumatamente (com’è giusto che sia, non è nostra intenzione fare osservazioni fintomoralistiche) uno studio privato e tutto si risolve.
Sanità pubblica, sanità privata. A Vibo Valentia il dilemma sembra doversi risolvere solo verso un’unica direzione.
Altrimenti, la pratica sportiva la si può sempre fare davanti alla tv (rigorosamente sdraiati in poltrona per evitare affaticamenti, visto che si è in attesa del certificato medico-sportivo!).
