Acque agitate in Forza Italia, Berlusconi deciso: "Jole Santelli non si tocca"
Ma i quattro consiglieri regionali ribelli, Salerno, Morrone, Graziano e Nicolò, non ci stanno e ribadiscono: "La coordinatrice dia le dimissioni senza escamotage"
I quattro consiglieri regionali di Forza Italia avevano chiesto un intervento deciso e incisivo. Nazzareno Salerno, Ennio Morrone, Alessandro Nicolò e Giuseppe Graziano non si erano certi abbandonati a giri di parole. Esortando sic et simpliciter l'ex cavaliere a rimuovere la coordinatrice regionale, azzerare gli incarichi e dare il via ad un nuovo corso. Ma ancora una volta, il tentativo di mettere alla porta la parlamentare bruzia è caduto nel vuoto.
La difesa dell'ex Cavaliere. A difendere e rilanciare il suo operato è intervenuto nel pomeriggio odierno nientemeno che Silvio Berlusconi. "In un momento così delicato - ha attaccato - credo non si debbano creare nel nostro partito contrapposizioni negative. In Calabria Forza Italia, con il coordinamento di Jole Santelli, ha ottenuto ottimi risultati, ha costruito una solida collaborazione con gli alleati del centrodestra e ha dato la possibilità di partecipare a molti giovani. Confermo quindi la mia fiducia in lei e invito tutti i nostri azzurri a collaborare e a garantirle tutto il supporto possibile".
Partito spaccato. Ma il partito è ormai dilaniato. Con Nazzareno Salerno a guidare la fronda dei quattro consiglieri regionali decisi scaricare la Santelli e Roberto Occhiuto, sul fronte opposto a sostenere l'operato della deputata cosentina. Sulla stessa lunghezza d'onda, Wanda Ferro, Mimmo Tallini, Luigi De Rose e Antonio Caridi. Piccoli ma significativi eserciti "l'un contro l'altro armato" messi a tacere solo per qualche minuto. Non è bastata, infatti, neppure l'autorevolezza di Silvio Berlusconi a mettere a tacere gli animi. " Inutile appellarsi - hanno ribattuto i ribelli - a comunicati romani per difendere una postazione che ormai non gode della fiducia non solo di quattro consiglieri regionali eletti su sette, ma della maggioranzadegli attivisti e degli iscritti. Il contenuto e la sostanza del comunicato saranno oggetto di approfondimento su al tavolo con Silvio Berlusconi. In democrazia quando non si ha il consenso e la fiducia si rassegnano le dimissioni".
