Salvini in Calabria: "La 'ndrangheta è un cancro che si è allargato a tutta l'Italia (VIDEO)
E' stato accolto come una vera e propria rockstar Matteo Salvini, abbracciato da centinaia di fan. Da ieri sera il ministro dell'Interno è in Calabria. Giornata intensa e ricca di appuntamenti. Per incominciare, il leader del Carroccio ha deciso di fare jogging sul lungomare di Reggio Calabria per poi gustarsi una brioche ed un gelato. La 'ndrangheta è ovviamente uno degli argomenti principali da affrontare e la mattinata prosegue a Palmi con il primo impegno istituzionale. C'è da inaugurare un bene confiscato ma nel palazzo sottratto alla cosca Gallico vive ancora Lucia Morgante, 92 anni, condannata all'ergastolo per omicidio e la cui pena è stata differita per motivi di salute. Salvini parla di situazione paradossale: "E' cominciata una guerra senza quartiere contro la criminalità organizzata non solo in Calabria ma in tutta Italia perché la ‘ndrangheta è una merda, un cancro, che si è allargato a tutta l’Italia. Io però sono testone e continuerò a combatterla fino a che non avremo portato via anche le mutande a questa gente".
Il capo del Viminale valuta l'organizzazione in Calabria di un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a Ferragosto. "Certa gente - ha proseguito Salvini - si deve sentire a disagio in Italia. Io, per quello che riguarda mafiosi e scafisti, cercherò di usare tutte le armi che la legge mette a disposizione per scaraventarli da un'altra parte che non sia l'Italia. Io auguro lunga vita a tutti, però chi ha ammazzato deve stare in galera". Poi ribadisce il concetto: "Io sono un testone e tornerò fino a quando non avremo portato via anche le mutande a questa gente". Quanto all'immobile sottratto ai Gallico e abitato dalla donna condannata per reati di 'ndrangheta aggiunge: "Il posto giusto degli ergastolani è la galera. "In pochi mesi questo immobile diventerà un presidio di sicurezza, un commissariato della Polizia di Stato. E', secondo me, incredibile che lo Stato italiano, i cittadini italiani spendano migliaia di euro per permettere a delinquenti ergastolani di venire a trovare la mamma, altrettanto delinquente e altrettanto ergastolana".
Salvini risponde anche alle domande sugli imbarazzanti legami familiari del coordinatore regionale della Lega e deputato Domenico Furgiuele il cui suocero è in carcere e le aziende di famiglia confiscate. "Se le colpe dei padri non debbono ricadere sui figli, figuriamoci quelle dei suoceri. Quando, e se, ci saranno dei fatti sarò il primo a intervenire, per adesso sono soltanto illazioni, non posso badare a questioni di opportunità, preferisco la sostanza". Ciò che Salvino non accetta è l'accostamento del suo nome alla mafia, alla camorra e alla 'ndrangheta. "Io accetto tantissime critiche. Sto subendo infamie di ogni genere, l'unica cosa che non tollero, e per cui ho fatto già diverse querele, è' quando il mio nome viene accostato alla mafia, alla camorra e alla 'ndrangheta. Poi possono dire che sono brutto, cattivo e razzista". E' questa la risposta che il leader del Carroccio, eletto in Calabria alle ultime Politiche, dà in merito al presunto sostegno elettorale da parte della criminalità organizzata locale. "Incontro quotidianamente alcune migliaia di persone. Io immagino - ha detto il vicepremier ai giornalisti - che voi che avete una telecamera in mano siate tutte persone per bene. Non conosco il vostro passato, presente e futuro, faccio il ministro in mezzo alla gente, se facessi il ministro chiuso in ufficio non correrei alcun rischio, ma non sono fatto per fare il ministro chiuso in ufficio". Salvini rilancia la sfida agli 'ndranghetisti affermando: "Farò di tutto - ha ribadito - per allontanare quelle merde che sono vicine alla mafia, alla camorra e alla 'ndrangheta. Se avete suggerimenti da darmi sono la persona più felice del mondo. Il ministro Salvini non sta in ufficio, incontra ogni giorno migliaia di persone, sperando che queste migliaia di persone siano tutte brave persone. "Non posso - ha detto ancora il ministro dell'Interno - chiedere il certificato antimafia a voi che avete una telecamera in mano, ne' mi permetterei di farlo, o a quelli che ci sono a un comizio in piazza, in un bar, in una chiesa, in un ospedale, o in un ristorante".
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La mattinata di Salvini si chiude alla tendopoli di San Ferdinando e dall'ndrangheta si passa all'immigrazione, altro tema di stretta attualità. "Per me scafisti e 'ndranghetisti sono la stessa cosa. Nel mio Paese, nel 2018 - ha aggiunto - non si fanno le baracche. Chi ha diritto di stare in Italia ci sta con tutti i diritti e i doveri degli altri cittadini italiani. Siccome ci sono cinque milioni di italiani in povertà, prima pensiamo a quei 5 milioni di italiani e la casa e il lavoro vengono prima per loro. Non c'e' lavoro per tutti, quindi chi ha diritto di stare qua paga e fa tutto quello che fanno gli altri. Non ci sono vie privilegiate - ha spiegato - se stai in una baraccopoli a San Ferdinando, nella baraccopoli a San Ferdinando da qui a breve non ci starai più. Molto semplicemente". L’area della baraccopoli e della nuova tendopoli di San Ferdinando è completamente blindata da polizia, carabinieri e Guardia di finanza mentre tutti gli accessi all’area sono presidiati dai reparti speciali. L’entrata della baraccopoli nella quale ci sono circa una cinquantina di ragazzi immigrati che indossano le magliette con la foto di Soumayla Sacko - il 39enne del Mali ucciso il 2 giugno scorso in un paese del vibonese e che viveva a San Ferdinando - è delimitata da due cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa, anche se il clima appare tranquillo. Davanti alla tendopoli i sindaci del territorio, quello di San Ferdinando Andrea Tripodi, di Rosarno Giuseppe Idà e la triade prefettizia che gestisce il Comune di Gioia Tauro guidata dal prefetto Franca Tancredi.
https://youtu.be/laVNB2n1s5o
