Lotta al narcotraffico: in carcere il nipote dei Mancuso, altro quattro vibonesi ai domiciliari (NOMI)
L’azienda del narcos della ‘ndrangheta è riuscita ad arrivare ai piedi del Duomo. Anzi, proprio alle fondamenta, nel mezzanino della metropolitana rossa dove con la «G. Group srl», formalmente intestata al suo «prestanome» Saverio Lo Mastro, nel 2022 s’è aggiudicata i lavori di ristrutturazione dei bagni pubblici nella fermata Duomo. Opere celebrate anche durante il Fuorisalone con la realizzazione del primo «Tokyo toilet» con creativi chiamati a ridisegnare i bagni pubblici.
Lo scrive il Corriere, che poi descrive la figura di Francesco Orazio Desiderato, narcotrafficante e nipote del capocosca di Limbadi (Vibo Valentia) «zi ‘Ntoni» Antonio Mancuso, già condannato a trent’anni complessivi per droga. Quello di Orazio Desiderato, 50 anni, da Barlassina, è uno dei nomi più importanti del narcotraffico, riporta ancora il quotidiano milanese.
Negli ultimi vent’anni non c’è inchiesta che in qualche modo non lo abbia sfiorato, quantomeno per la deferenza di cui godeva in tutti gli ambienti criminali milanesi e non solo: «Stidda, Mafia, non fanno niente contro di lui. A Milano nessuno fa niente contro di lui, mettetevelo in testa», raccontava intercettato uno dei soci di Desiderato. Una fama legata anche a un aspetto molto particolare della sua salute, perché il 50enne è affetto da tempo da una patologia incurabile, tanto da beneficiare per ragioni di salute e di cure quotidiane degli arresti domiciliari nonostante gli oltre 30 anni di condanna rimediati in questi anni, quasi tutti per narcotraffico.
Così è emerso anche nel corso dell’operazione «Old Irons» della terza sezione del Nucleo investigativo dei carabinieri, che sotto il coordinamento dei pm Gianluca Prisco e Simona Ferraiuolo della Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha portato a sei custodie cautelari in carcere (una non ancora eseguita) e altre sei ai domiciliari, tra cui Marco De Gaetano, 48 anni, di Nicotera, Giuseppe Desiderato, 43 anni, di Nicotera, Anastasia Ienuso, 42 anni, di Nicotera, Saverio Lo Mastro, 61 anni, di San Gregorio d’Ippona. Indagato a piede libero Pantaleone Pelaia, 61 anni, di Limbadi.
