La vicenda risale al 2007, quando gli investigatori che indagavano sugli Ascone seppero che in una stalla si custodivano armi

Il collegio del Tribunale di Palmi ha condannato il rosarnese Diego Mammoliti a 4 anni di reclusione. Il pm Rocco Cosentino aveva chiesto una condanna a 6 anni di carcere.

Il caso La vicenda riguarda un fatto che risale al 2007, quando in un'intercettazione ambientale captata nel corso di un’altra operazione coordinata dalla Dda di Reggio Calabria era saltata fuori una stalla a Rosarno nella quale sarebbero state nascoste delle armi. La maxi operazione condotta dalla Dda venne ribattezzata “All inside 3”, ultima tranche della maxi inchiesta che aveva decapitato, l’anno prima, il potente clan dei Pesce di Rosarno. Nella terza parte dell’inchiesta, rimase coinvolta la famiglia Ascone, cosca satellite del clan Bellocco finita alla sbarra soprattutto per droga e armi.
La posizione di Mammoliti fu stralciata da quel processo.

Il blitz nella stalla Intanto, gli investigatori che avevano captato quella conversazione tra alcuni indagati, attuarono il blitz in un terreno agricolo di Rosarno nel quale, all’interno di una stalla, trovarono una pistola. Secondo gli inquirenti quell’arma apparteneva a Mammoliti e per questo chiesero il rinvio a giudizio. Alla fine del dibattimento, quindi, il pubblico ministero aveva chiesto 6 anni di carcere per Mammoliti, mentre la difesa aveva insistito sull’assoluzione sostenendo che non ci fossero elementi per collegare l’imputato a quella pistola. Il Tribunale di Palmi ha deciso per la condanna del rosarnese a 4 anni di reclusione.