Un'estate anomala, un'estate inevitabilmente contrassegnata dall'epidemia di Coronavirus e dall'incertezza. Anche Vibo Marina inizia a fare i conti con quella che è stata una "stagione" estiva, ancor più ai tempi del Covid, rianimatasi davvero in maniera importante solo nei quindici giorni "caldi" del mese di agosto. Se ancora, tuttavia, è presto per trarre un bilancio definito che quantifichi i numeri, una prima riflessione si può iniziare ad avanzare.

E' stata un'estate, come era lecito attendersi soprattutto a Vibo Marina, caratterizzata dalla presenza di gente del posto e di persone emigrate. Pochi i turisti presenti nelle Marinate. Un aspetto sul quale il Coronavirus ha inciso poco rispetto ai dati di una Vibo Marina non certo grande meta di turismo negli ultimi anni

Storicamente Vibo Marina negli ultimi decenni non è stata in grado di intercettare una domanda più ampia, eppure la principale frazione del comune di Vibo ha una serie di peculiarità che potrebbero proiettarla ad una ben altra concezione turistica. Ma in mancanza di eventi, in mancanza di un reale progetto condiviso tra pubblico e privato, di una strategia comune da individuare nei mesi invernali che possa implementare l'offerta sia in termini quantitativi che qualitativi, non c'è Coronavirus che tenga.

Anzi, forse proprio la paura da Covid, il timore di assembramenti in spiaggia, ha ripopolato come non mai un litorale, quello delle Marinate, che non si vedeva così pieno da tempo. Sia a Bivona, che a Vibo Marina. Le ampie spiagge a disposizione hanno fatto gola a molti soprattutto nelle due settimane di agosto dal 10 al 25.

Il parere dei commercianti. Il calo evidentemente c'è stato, anche perchè fino a fine luglio, se si escludono i fine settimana, c'è stato poco lavoro per lidi, bar, pizzerie, gelaterie, pub, ristoranti. Ma tutto sommato, guardando al mese di agosto, l'impressione è che in qualche modo la baracca abbia retto. Fermo restando, che Vibo Marina è un luogo che non riesce ad intercettare quella fetta di turismo che sceglie Pizzo e Tropea. E con la scusa del Coronavirus, ci si è trincerati nel silenzio più generale con, al di là di qualche sporadica iniziativa, la quasi totale assenza di una visione che potesse dare ossigeno e respiro ad un'economia già in enorme sofferenza.

"Sicuramente non è andata come gli altri anni - sottolinea Angelina Cantafio - però di fronte alla prospettiva dei mesi scorsi dove non si sapeva con esattezza neanche se avremmo potuto aprire, devo dire che è andata bene. Il mese di agosto è stato abbastanza piacevole, l'afflusso c'è stato e siamo potenzialmente soddisfatti. Ovviamente il mese di luglio è stato in forte calo".

"Per quanto riguarda le presenze - afferma Mino De Pinto, presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari - abbiamo recuperato ad agosto. C'è stato un calo del 40%, ma ci aspettavamo il peggio. Credo che molti stabilimenti hanno recuperato nelle due settimane di agosto, ma bisogna ricordare che molti villaggi hanno sofferto senza la presenza dei turisti stranieri. Ora nei mesi di settembre ed ottobre non sarà facile recuperare le perdite. I lidi sono già quasi tutti chiusi, dobbiamo ricordare anche che a Vibo Marina è mancata anche la festa patronale, così come sono mancati i trasferimenti alle isole Eolie, con il servizio partito solo da un paio di settimane. Ora da qui in avanti molte attività avranno delle difficoltà e molte rischiano di chiudere".

E' positivo il commento del commerciante Giovanni Aracri, non senza però rimarcare le difficoltà ataviche di Vibo Marina: "Tutto sommato ci siamo difesi, non ci aspettavamo di lavorare dopo il lockdown. La gente ha risposto bene anche se la nostra non è l'estate di Pizzo e Tropea ed a questo non riesco a darmi una spiegazione. Il vero turista a Vibo Marina non c'è, una bellissima cittadina abbandonata dalle istituzioni. Paradossalmente senza la festa della Madonna abbiamo lavorato di più: in genere il giorno dopo la festa, l'estate a Vibo Marina, finisce. Mentre abbiamo lavorato bene fino al 31 agosto".