Decessi più che raddoppiati al Nord, nelle zone 'calde' dell'epidemia, con un incremento che sfiora il +50% se si considera tutto il Paese. Va delineandosi il quadro dei morti per Coronavirus in Italia nei mesi critici dell'epidemia. I dati Istat forniti oggi fotografano in maniera decisamente più attendibile quella che è stata l'emergenza da cui, forse, siamo appena usciti. Il rapporto, redatto insieme all'Istituto Superiore di Sanità, fa riferimento ora a un campione di 6.866 comuni (su 7.904 complessivi, l'87%). E dice che a marzo 2020 i morti a livello medio nazionale sono stati il 49,4% in più rispetto al quadrimestre 2015-2019.  Un dato complessivo, che tiene conto di tutti i decessi, non solo quelli da Covid-19. Una rilevazione non omogenea che rispecchia l'andamento del Coronavirus, per cui dovremmo parlare di "3 Italie" in base alla diffusione del morbo. Che abbia colpito più al Nord che al Sud non è certo una novità. Ma alcuni picchi impressionanti. A Bergamo, per esempio, i morti sono cresciuti del 568% rispetto al quadriennio 2015-2019.

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