L'emergenza coronavirus in Calabria è ancora contenuta. L'allerta però è altissima, e da più parti si sta correndo ai ripari per cercare di riorganizzare una sanità in ginocchio in modo da poter garantire assistenza a tutti i contagiati nel caso in cui la situazione, da qui alle prossime settimane, peggiori inesorabilmente. "Stiamo affrontando oggi un'emergenza 'ordinaria', se diventa 'straordinaria' anche al Sud stiamo tutti lavorando per riconvertire gli ospedali. Ma abbiamo assoluto bisogno di dispositivi di protezione e di macchinari". È quanto affermato ieri dal presidente Jole Santelli nel corso della trasmissione "Mezz'ora in più" su Rai3, aggiungendo anche: "Ho ricevuto un'email in cui mi dicono che i macchinari arriveranno qui tra 45 giorni. Ho 100 posti di Terapia intensiva, che faccio? Che fanno i sanitari? Mi auguro che il dottore Arcuri possa abbattere i tempi al più presto".




Riorganizzazione degli ospedali. Come primo importante passo sono state individuate, per ciascuna area della regione, le strutture competenti a gestire i casi di coronavirus. Sono tutti ospedali che negli ultimi giorni si stanno attrezzando per avere a disposizione un numero più elevato possibile di posti letto, in rianimazione ma non solo. Così, ad esempio, l'Azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” di Catanzaro sta puntando alla realizzazione di oltre sessanta posti letto in più nel giro di poco tempo, tramite un piano operativo che mira a guadagnare posti disponibili anche tramite il blocco dei ricoveri ordinari. Ma non solo, anche al Gom di Reggio Calabria è in corso una riorganizzazione, con tutto il plesso di chirurgia che sarà destinato ai ricoveri da coronavirus; o ancora l’ospedale di Crotone, dove sono stati ottenuti 20 posti in più, di cui quattro aggiuntivi in terapia intensiva e sedici nel reparto di malattie infettive dove potranno essere ricoverati i pazienti in condizioni stabili.

Reclutamento di nuovi medici. Oltre alle strutture, però, ad essere carente è anche il numero del personale. Per questa ragione ci si sta muovendo in ulteriori due direzioni. La prima è quella di far dedicare esclusivamente ai contagiati da Covid-19 anestesisti, cardiologi, internisti, infettivologi e pneumologi, con tutti gli altri medici che si occuperanno dei pazienti ordinari fin quando il livello dell'emergenza non sarà così alto da richiedere anche un loro intervento. In secondo luogo la Regione Calabria ha pubblicato un bando finalizzato "ad acquisire la disponibilità di medici specialisti, medici specializzandi e medici laureati a prestare attività clinico-assistenziale" così da "costituire un apposito elenco aperto di medici disponibili a prestare attività necessaria a garantire l’erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria in ragione delle esigenze straordinarie ed urgenze derivanti dalla diffusione del Covid-19". Il bando scade tra pochi giorni, il 19 marzo, e la Regione ha prospettato in questo modo il reclutamento di circa 300 medici specializzati e specializzandi. A cui si aggiungeranno, tramite l’utilizzo delle graduatorie degli idonei a scorrimento per l’assunzione, circa 270 infermieri e 200 Oss.

Farmaco anti artrite. E mentre si aspetta in tutta la regione l'arrivo di macchinari e dei dispositivi di protezione individuali (DPI), all'ospedale Annunziata di Cosenza, fra i pochi centri in Italia, sta proseguendo la somministrazione del Tocilizumab, il farmaco per l’artrite sperimentato a Napoli che potrebbe avere effetti positivi nella cura dei sintomi del coronavirus. Al momento è utilizzato per la cura di otto pazienti con gravi problemi respiratori, e già nei prossimi giorni si dovrebbe riuscire a capire quali sono i reali effetti del farmaco. I primi dati però, a quanto è trapelato, sembrano essere positivi. (a.s.)