Scala mobile, a Vibo tutto da rifare: risolto il contratto con la società romana
Il Comune, dopo aver constatato che lo stato di avanzamento dei lavori era pressoché inesistente, ha deciso di licenziare la ditta per gravi inadempienze
Scala mobile all'anno zero. Lavori rinviati alle calende greche. L'imponente opera rimane un miraggio per la città di Vibo Valentia. E a quanto pare difficilmente le cose cambieranno a breve. Dunque, si allungano i tempi per il collegamento dell'area del terminal bus con la zona alta del capoluogo. Un'operazione complessiva da 425mila euro destinata a rimanere poco più che un sogno nel cassetto, salvo improbabili svolte nei prossimi giorni, dell'attuale sindaco Elio Costa.
Il progetto. L'intenzione era quella di snellire il deflusso dalla stazione dei pullman dove alle prime ore del mattino arrivano migliaia di studenti e lavoratori, molti dei quali pendolari, diretti negli uffici della città.
I fondi. La realizzazione di un sistema di trasporto meccanico era stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche, finanziato con apposito contratto dalla Cassa depositi e prestiti della Regione per l'80% e con le risorse del bilancio comunale per il rimanente 20%. Tutto sembrava predisposto affinchè i lavori potessero avere inizio. Invece il Comune, a 152 giorni dalla consegna dell'appalto alla società Ciam Ascensori di Roma, ha rescisso il contratto per gravi inadempienze dell'azienda, dopo aver accertato che l'avanzamento dell'opera era di appena l'1% per via di un modus operandi che stava determinando la compromissione della buona riuscita dell'appalto.
