La Squadra Mobile di Reggio Calabria fa luce su un omicidio e due tentati omicidi. Colpito il clan Greco di Calanna

Avrebbero compiuto degli omicidi per agevolare l'attività della 'ndrangheta nella zona di Calanna, in provincia di Reggio Calabria. Con un'operazione della polizia sono stati eseguiti alcuni fermi di indiziato di delitto, disposti dalla Dda nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di un omicidio e due tentati omicidi premeditati. Ai fermati viene contestato anche il reato di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e ricettazione, aggravati dalla circostanza di aver commesso i reati per agevolare le attività della 'ndrangheta (aggravante dell'articolo 7 della legge antimafia). Eseguite anche numerose perquisizioni. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in Questura a Reggio Calabria alle ore 11.

Giuseppe Greco

In particolare, l'operazione "Kalanè", coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, colpisce mandanti ed esecutori materiali di tre gravissimi fatti di sangue - un omicidio e due tentati omicidi - verificatisi a Reggio Calabria vicino Calanna nel febbraio e aprile scorsi. Fra le cause, quella di un conflitto dentro la "famiglia" Greco per l'affermazione della leadership e il dominio criminale nel piccolo Comune dell'entroterra reggino. All'operazione partecipano 80 uomini della polizia.

Fatta quindi luce sul tentato omicidio avvenuto il 9 febbraio scorso ai danni di Antonino Princi, operaio di 45 anni, inseguito dai sicari fin nel piazzale dell'impianto di rifiuti in località Sambatello di Reggio Calabria, sulla strada Gallico-Gambarie, dove trovò rifugio sfondando il cancello d'ingresso a bordo della sua automobile. La notte del 4 aprile, invece, si consumò invece la "risposta" con un duplice agguato, in cui perse la vita Domenico Polimeni di 48 anni, raggiunto in casa dai colpi di fucile esplosi dall'esterno dell'abitazione, che ferirono gravemente Giuseppe Greco, già collaboratore di giustizia di 56 anni (in foto). Secondo le indagini della Squadra Mobile diretta da Francesco Rattà e dal suo vice Fabio Catalano, questi episodi sarebbero maturati nel contesto di un conflitto scaturito in seno al clan Greco di Calanna. Giuseppe Greco, pentitosi di essersi pentito, avrebbe tentato di uccidere il designato reggente del clan e per questo nella notte è stato arrestato. E' lui ad essere accusato del tentato omicidio di Antonino Princi. Fermati anche: Domenico Provenzano, 50 anni, ed i fratelli Giuseppe e Antonio Falcone, di 49 e 45 anni, ritenuti fedelissimi di Antonino Princi. Proprio Antonino Princi risulta allo stato irreperibile.

Alla base dell'inchiesta ci sono numerose intercettazioni telefoniche, ambientali e delle video riprese che hanno consentito di ricostruire puntualmente le dinamiche criminali dei gravi fatti di sangue verificatisi a Reggio Calabria negli ultimi mesi.

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