Si tratta di Cataldo De Luca, 32 anni, di Cirò Marina, già noto agli inquirenti. Sarebbe stato lui a sparare a Nicodemo Aloe la sera del 24 maggio 2015

E' stato necessario un anno di indagini, ma alla fine i carabinieri del comando provinciale di Crotone hanno individuato il presunto responsabile dell'omicidio di Nicodemo Aloe, assassinato a colpi d'arma da fuoco il 24 maggio 2015. Si tratta di Cataldo De Luca, 32 anni, di Cirò Marina, già noto agli inquirenti. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cirò Marina hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico dal Gip del Tribunale di Crotone. A carico dell'arrestato, i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina avrebbero raccolto diversi elementi.

Cattura di schermata (52)Il movente dell'omicidio. All'origine dell'assassinio, le liti tra i due, scaturite da futili motivi che però, con l'andare del tempo, avevano condotto ad un'escalation di violenza. Nel 2014, in particolare, De Luca fu aggredito a bastonate da Aloe che avrebbe, a sua volta, vendicato l'aggressione subita da suo figlio il giorno precedente.

L'agguato. Il sicario, poche ore prima del delitto, effettuò una serie di sopralluoghi a bordo di uno scooter rubato, per poi immettersi nella via che conduce al garage dove la vittima abitava, a seguito della separazione dalla moglie. Qui, dopo aver richiamato la sua attenzione, mentre usciva dal garage, gli avrebbe sparato almeno 8 colpi di pistola calibro 45, colpendolo mortalmente e per poi darsi alla fuga a bordo dello stesso scooter.

Cattura di schermata (51)Le indagini. Gli inquirenti individuarono subito il mezzo utilizzato per compiere il delitto, caratterizzato da particolari luci di colore blu, grazie all'acquisizione delle immagini di impianti privati di videosorveglianza. Le indagini furono orientate verso una serie di persone che per conformazione fisica e spessore criminale potevano aver commesso il delitto. In particolare, i sospetti si indirizzavano anche sul conto del De Luca, a carico del quale fu effettuata una perquisizione domiciliare. L'assenza del sospettato da casa, ed il fatto che i familiari non sapessero dove si trovasse, confermarono i sospetti.

Cattura di schermata (54)Tradito dal casco. Nel corso della perquisizione, rivelatasi di fondamentale importanza, fu a trovato e sequestrato un casco da motociclista identico a quello ripreso dalla videosorveglianza ed inoltre fu effettuata la prova dello stub sul motociclo parcheggiato nel garage. L'esame dei reperti da parte dei carabinieri del Ris di Messina avrebbe evidenziato elementi tali da collegare gli oggetti sequestrati al luogo del delitto. La presenza di De luca sulla scena del crimine sarebbe stata confermata dall'analisi dei tabulati del suo cellulare, incrociati con i video acquisiti al momento del delitto. De Luca, ucciso Aloe, avrebbe lasciato la moto utilizzata per l'omicidio in aperta campagna, dove l'avrebbe data alle fiamme, poi da Ciro' Marina sarebbe fuggito alla volta di Bologna. All'omicida sono contestati i reati di omicidio aggravato dalla premeditazione, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione dello scooter utilizzato per commettere il delitto. (AGI)

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