Inclusione, dialogo e condivisione hanno animato la Giornata Mondiale del Rifugiato celebrata a Filadelfia, in un evento che ha trasformato il centro cittadino in uno spazio aperto all’incontro tra culture. Promossa dal Comune, dal SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) gestito dalle cooperative Iride ed Enea, e con la collaborazione dell’Associazione Melody, l’iniziativa ha coinvolto cittadini, operatori e beneficiari del progetto.

Cuore della manifestazione è stato lo stand espositivo realizzato dall’equipe del centro e dagli stessi ospiti del SAI: un percorso tra opere d’arte, racconti biografici e creazioni artigianali, come i saponi fatti a mano, donati al pubblico come segno tangibile di accoglienza. Molto apprezzata anche la dimostrazione di acconciature tradizionali africane, simbolo di una cultura che si intreccia – nel vero senso della parola – con quella locale.

A concludere la serata, l’energia del cantautore Santino Cardamone, che ha trasformato la piazza in una festa collettiva tra balli, musica e applausi.

Con 135 ospiti attualmente accolti e numerosi comuni coinvolti, il SAI di Filadelfia si conferma un esempio concreto di integrazione riuscita. «Un evento che ha fatto bene a tutti – commentano gli organizzatori – perché ha ricordato quanto lo scambio umano e culturale possa rendere una comunità più unita e consapevole».

La giornata non è stata solo celebrazione, ma espressione viva di un principio: l’inclusione si costruisce insieme, ogni giorno.