Truffa e peculato: in Calabria chiesto il rinvio a giudizio per undici dipendenti assenteisti
Undici dipendenti dell’Amc, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino di Catanzaro, sono finiti nel mirino della Procura per presunti comportamenti illeciti sul posto di lavoro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero lasciato le proprie mansioni senza registrare correttamente le assenze tramite il badge e avrebbero utilizzato più volte un’auto aziendale per scopi personali.
Il sostituto procuratore Stefania Caldarelli ha chiesto il rinvio a giudizio per 22 episodi di truffa e uno di peculato, tutti avvenuti tra il 2022 e l’inizio del 2023. Come parti offese, con la possibilità di costituirsi parte civile già nell’udienza preliminare, sono stati indicati il Comune di Catanzaro e la stessa Amc.
L’inchiesta mette in luce quella che la Procura definisce una condotta sistematica volta a ottenere vantaggi indebiti a scapito dell’azienda e dei cittadini. Il procedimento evidenzia le criticità nella gestione interna delle presenze e l’uso delle risorse aziendali, sottolineando come anche il personale di un’azienda pubblica possa rispondere penalmente per comportamenti irregolari.
Se confermate, le accuse potrebbero avere importanti conseguenze sia sul piano giudiziario sia sul piano disciplinare, aprendo un fronte di riflessione sull’efficienza e il controllo interno in realtà che gestiscono servizi pubblici fondamentali.
