La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per l'infermiere vibonese Antonio De Pace, condannato all'ergastolo per l'omicidio della fidanzata Lorena Quaranta. La decisione riguarda la rivalutazione delle attenuanti generiche, che potrebbe portare a una riduzione della pena. L'omicidio, avvenuto nel marzo 2020 a Furci Siculo (ME), è stato commesso durante un momento di forte ansia legato alla pandemia di Covid-19. De Pace, infermiere al Policlinico di Messina, aveva aggredito Lorena con calci, pugni e una lampada, strangolandola infine.

In primo grado, De Pace era stato giudicato capace di intendere e di volere, e quindi imputabile. La perizia del professor Stefano Ferracuti aveva escluso disturbi psichiatrici, rilevando solo un'importante condizione ansiosa dovuta alla paura del contagio. La Cassazione ha accolto la richiesta della difesa di riesaminare le attenuanti generiche. La corte ha rigettato il ricorso della procura generale, che chiedeva la conferma dell'ergastolo, e ha confermato il rigetto della difesa riguardo al riconoscimento dell'infermità mentale. De Pace, che non ha mai fornito spiegazioni durante il processo, era stato condannato anche al risarcimento delle parti civili, tra cui i familiari di Lorena Quaranta e due associazioni antiviolenza. La rivalutazione delle attenuanti generiche in un nuovo processo potrebbe ridurre la pena inflitta a De Pace.