Il 33enne consulente finanziario è accusato di essere l'autore dell'agguato che è costato la vita al noto avvocato lametino. E' già in carcere per aver commesso altri due omicidi

Fu un killer professionista ad uccidere l'avvocato Francesco Pagliuso, 43 anni assassinato a Lamezia Terme la sera del 9 agosto del 2016. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catanzaro hanno arrestato Marco Gallo, 33 anni di Falerna già in carcere per altri due omicidi.

Marco GalloKiller professionista. L'uomo è, infatti, accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio di Gregorio Mezzatesta, avvenuto nel centro di Catanzaro il 24 giugno scorso, ed insieme alla moglie Federica Guerrise avrebbe anche ucciso Francesco Berlingieri, freddato a Lamezia Terme il 19 gennaio 2017. Gallo era considerato fino alla contestazione degli omicidi un consulente finanziario, ma la sua figura è diventata giorno dopo giorno quella del killer professionista assoldato per compiere delitti in tutta la provincia di Catanzaro. L'omicidio dell'avvocato Pagliuso è maturato in un contesto di 'ndrangheta. Sono state proprio le indagini sul delitto Mezzatesta ad aver dato una svolta nelle investigazioni sull'omicidio dell'avvocato Pagliuso, perché hanno consentito agli inquirenti di scoprire molti punti di contatto e molti collegamenti tra i due omicidi e quindi di mettersi sulla pista giusta che ha portato all'identificazione di Marco Gallo come responsabile dei due fatti di sangue. A illustrare i dettagli di un'inchiesta particolarmente complessa e laboriosa, che si è avvalsa anche dell'apporto di reparti specializzati del Ros dei carabinieri provenienti da Roma, sono stati il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Gratteri, il procuratore aggiunto della Giovanni Bombardieri, il comandante provinciale dell'Arma, Marco Pecci, il tenente colonnello del Ros Crimini Speciali di Roma, Alessandro Mucci, e il maggiore Giovanni Migliavacca, comandante del Ros di Catanzaro.

Lamezia omicidio pagliusoLe indagini. Gratteri ha evidenziato come "fin dalla sera dell'omicidio dell'avvocato Pagliuso con i carabinieri abbiamo impresso un ritmo forte alle investigazioni, che per me a un certo punto sono diventate un'ossessione, e il risultato è questa indagine molto importante, che - ha sostenuto ancora il capo del'Antimafia catanzarese - mi ispira molta soddisfazione per l'alto livello probatorio raggiunto". Bombardieri ha ricostruito il lungo e meticoloso lavoro di individuazione del killer dell'avvocato Pagliuso, concluso dopo l'incrocio di un'imponente mole di materiale fatto di migliaia di immagini tratte dalle riprese di videosorveglianza, celle telefoniche e tavole del Gps. "Le indagini - ha detto - si sono concentrate anche ai giorni immediatamente precedenti, e infatti si è riusciti a individuare un soggetto che teneva comportamenti sospetti, perchè presente sul luogo in orari inusuali come le due di notte e in tenuta da jogging, al punto che l'abbiamo definito il "podista". E poi in corrispondenza dell'arrivo di questo podista si è notata la stessa macchina transitate in quel posto. Grazie a successivi accertamenti, che hanno impegnato i carabinieri in un'impressionante e straordinaria attività, siamo risaliti a dare un nome e un volto al "podista" e cioe' alla figura di Marco Gallo. Importantissime comunque - ha rivelato il procuratore - sono state anche le indagini sull'omicidio di Gregorio Mezzatesta, dalle quali abbiamo sviluppato "a raggiera" approfondimenti che si sono rivelati fondamentali, perche' abbiamo potuto verificare i collegamenti e i contatti di Gallo".

omicidio pagliusoIl movente. Gratteri e Bombardieri hanno poi evidenziato il fatto che a carico di Marco Gallo è stata contestata anche l'aggravante di aver commesso il delitto Pagliuso per favorire un'organizzazione mafiosa, confermando come "l'omicidio dell'avvocato lametino può essere inquadrato in un contesto di 'ndrangheta e inserito nell'ambito dello scontro in atto tra le famiglie Mezzatesta e Scalise". Una conflittualità che negli ultimi anni è sfociata in un avere e propria faida nell'ambito della quale sarebbe maturato anche il duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, avvenuto in un bar a Decollatura il 19 gennaio 2013 e per il quale sono stati processati due esponenti della famiglia Mezzatesta, difesi proprio dall'avvocato Pagliuso. Dalle indagini inoltre è emerso - hanno proseguito gli inquirenti - che l'avvocato Pagliuso aveva iniziato a difendere i Mezzatesta dopo aver in passato curato gli interessi degli Scalise, dai quali il legale si sarebbe allontanato a causa di divergenze professionali e questo - ha aggiunto Bombardieri - "può aver fatto di Pagliuso un bersaglio". Cosi' come - ha rivelato Gratteri - dalle indagini è emerso il rapporto sempre più stretto, "non solo professionale ma anche personale", che nel corso di un anno si sarebbe consolidato tra Gallo e la famiglia Scalise.

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