Libro di ricette scritto in carcere a Catanzaro, la presentazione agli studenti
"Oggi mi avete regalato un giorno di libertà. Siete il mio vero successo immenso". Con queste parole riportate da Angela Paravati, direttrice della Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, Fabio Valenti ha ringraziato gli alunni delle classi I A, III A e IV A dell’Istituto alberghiero di Taverna, coordinati dalla prof.ssa Chiara Fera, e gli alunni della I C dell’Istituto alberghiero di Botricello, coordinati dalla prof.ssa Federica Tomaino, che hanno animato la presentazione del libro “Dolci (C)reati” (Città del Sole edizioni) svoltasi nella sala consiliare del comune di Taverna in occasione della fiera del libro Gutenberg ideata dal professor Armando Vitale.
Tanti gli ospiti in collegamento all’evento, professionisti impegnati nel corso di scrittura e lettura che si tiene all’interno del penitenziario di Siano durante il quale è nata l’idea di mettere insieme in un libro – la cui prefazione è a firma del noto pasticcere Luca Montersino – le ricette sperimentate negli anni da uno dei detenuti del circuito di massima sicurezza. Un dibattito che ha lasciato il segno nel cuore dell’autore Valenti, visibilmente emozionato dall’intensità delle riflessioni suscitate nei ragazzi dalla lettura di un libro nato dalla costruzione artigianale in cella degli strumenti da pasticceria, a dimostrazione di una forte passione "nata per gioco come tutte le cose serie della vita – ha raccontato – un gioco che poi è diventato una sfida, dando vita a qualcosa di buono dove in realtà forse di buono pensavo di non trovare nulla".
"Il carcere non è un luogo dove tutto finisce ma un luogo da cui si può ricominciare e migliorare – ha spiegato Angela Paravati – sono lieta di questa giornata che è anche occasione per far scoprire agli adolescenti un mondo purtroppo poco conosciuto. Con i tanti laboratori attivi nel penitenziario abbiamo ottenuto risultati grandiosi sul piano professionale, dando ai detenuti la possibilità di acquisire delle competenze, ma soprattutto sul piano emotivo e sociale, allentando tensioni che comprensibilmente sorgono quando si sta a perenne contatto con persone che hanno percorsi e vissuti differenti".
