Tombe violate al cimitero di Tropea, Falvo: "Possibile coinvolgimento di altre persone" (VIDEO)
"Un reato portato a consumazione con condotta raccapricciante e con offesa alla pietà dei defunti". E' questo il primo commento del capo della Procura di Vibo Valentia Camillo Falvo rilasciato ai cronisti al termine della conferenza stampa tenuta nei locali del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Il magistrato ha illustrato i particolari dell'operazione che ha portato all'arresto di 3 soggetti indagati per i reati di associazione a delinquere, violazione di sepolcro, distruzione di cadavere, illecito smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali e peculato, commessi all’interno del cimitero di Tropea. Le manette sono scattate ai polsi di Francesco Trecate di 62 anni (dipendente comunale), Salvatore Trecate di 38 anni, figlio di Francesco, già noti alle Forze dell’ordine per diversi precedenti di polizia, e Roberto Contartese di 53 anni, incensurato. I tre soggetti, in un’area interna e riparata del cimitero di Tropea, senza il minimo scrupolo, hanno proceduto, in molte occasioni, ad estrarre i cadaveri di persone decedute da molti anni, a volte non ancora decomposti, distruggendoli e smaltendo illecitamente i resti dandogli fuoco sul posto o gettandoli nei contenitori riservati alla raccolta dei rifiuti urbani.
Falvo ha precisato: "Abbiamo motivo di credere che questa attività illegale durava da anni anche se le prime denunce che abbiamo acquisito la collocano a partire dal luglio del 2019. Questa è solamente la punta dell'iceberg. L'invito formale che faccio a tutti i cittadini di Tropea è di andare a verificare la permanenza delle tombe dei proprie cari, soprattutto quelle tumulate tanti anni fa per verificare quante volte è successo che i loculi venissero liberati con queste modalità violente". Infine, la certezza di "poter dimostrare il possibile coinvolgimento di altre persone".
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