«Ti piglio e ti spacco tutte le ossa»: le intercettazioni choc del blitz antidroga in Calabria
Dalle carte dell'inchiesta emergono minacce, intimidazioni e un sistema di spaccio radicato nella Piana di Gioia Tauro. Sei misure cautelari eseguite dai carabinieri
«Ti piglio e ti spacco tutte le ossa». È una delle frasi più dure finite agli atti dell'operazione "Smile", il blitz condotto all'alba dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro che ha portato all'esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati ritenuti coinvolti in una presunta rete di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti attiva nella Piana di Gioia Tauro.
A colpire gli investigatori non è stato soltanto il volume dell'attività illecita contestata, ma soprattutto il clima di intimidazione che emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi.
Le conversazioni documentano infatti un metodo particolarmente aggressivo utilizzato nei confronti dei clienti che accumulavano debiti per l'acquisto della droga. In uno dei dialoghi trascritti negli atti, un indagato si rivolge così a un consumatore insolvente: «Guarda, 330 euro te li lasci – gli ho detto – non li voglio, te li regalo, credimi!… che nemmeno li calcolo questi… non mi guardare però – gli ho detto – che ti piglio e ti spacco tutte le ossa… con me tu hai finito».
Parole che, secondo gli inquirenti, descrivono il clima di pressione esercitato sugli acquirenti per ottenere il pagamento delle somme dovute. Ancora più inquietante un'altra intercettazione nella quale vengono formulate minacce esplicite: «Stasera ci devi dare i soldi sennò ti ammazziamo di botte […] e può venire anche il Padre Eterno… voglio i soldi stasera e basta!».
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe gestito una rete di distribuzione di cocaina, hashish e marijuana particolarmente attiva tra Rosarno e i centri vicini. Le sostanze venivano occultate in luoghi ritenuti insospettabili, all'interno di abitazioni private, e distribuite attraverso consegne dirette concordate telefonicamente.
Le intercettazioni hanno inoltre consentito di decifrare il linguaggio convenzionale utilizzato dagli indagati per eludere eventuali controlli. Termini apparentemente innocui come "sigarette", "caffè" e "vino" sarebbero stati impiegati come parole in codice per indicare tipologie e quantitativi di droga da acquistare.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Palmi, ha portato alla contestazione di 225 episodi di spaccio e alla documentazione di oltre 260 cessioni di sostanze stupefacenti. Nel corso delle attività investigative i carabinieri sono intervenuti più volte sequestrando droga e raccogliendo ulteriori riscontri alle ipotesi accusatorie.
Per gli investigatori, le intercettazioni rappresentano uno degli elementi più significativi dell'intero fascicolo, perché restituiscono uno spaccato diretto delle dinamiche interne al gruppo e dei metodi utilizzati per mantenere il controllo del mercato della droga e recuperare i crediti maturati nei confronti dei consumatori.
