Sesso con minori in cambio di felpe e smartphone, cuoca condannata a due anni
Una cuoca impiegata presso una comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati è stata condannata a due anni di reclusione per induzione alla prostituzione minorile, secondo quanto riportato dal Messaggero.
La donna, 33 anni, avrebbe sfruttato sessualmente alcuni ospiti della comunità di Sant’Ambrogio sul Garigliano, offrendo loro regali in cambio di rapporti sessuali. Tra i doni citati figurano una felpa griffata, un cellulare e 50 euro. L'accusa ha affermato che la cuoca avrebbe compiuto tali abusi nel periodo compreso tra dicembre 2015 e aprile 2016, portando alcune vittime anche in hotel.
La vicenda è venuta alla luce quando una collega della cuoca ha denunciato i fatti dopo che un 17enne egiziano le aveva mostrato delle foto intime con l'imputata. La direzione della comunità ha convocato la 33enne, la quale ha difeso le sue azioni sostenendo che non si trattava di regali, bensì di gentilezze.
Successivamente, sono emerse ulteriori testimonianze di rapporti sessuali con altri giovani ospiti della comunità, segnalati attraverso risse tra i ragazzi. La cuoca si è dimessa, ma la relazione con il 17enne ha continuato, rendendo necessario il suo trasferimento in un'altra struttura per interrompere il rapporto.
Durante il processo, sono emerse voci su altri episodi simili con due ragazzi di 14 e 17 anni, rispettivamente egiziano e tunisino. La direttrice della comunità ha riferito in aula che aveva appreso che non era la prima volta che la cuoca si intratteneva sessualmente con gli ospiti.
Oltre alla condanna a due anni di reclusione, i giudici hanno deciso l'interdizione della donna dai pubblici uffici.
