Il mandato del direttore generale è stato prolungato di altri 45 giorni. La Regione decide di non decidere e rinvia a dopo le festività la delicata scelta

di MIMMO FAMULARO

Sotto l'albero di Natale arriva la proroga. La Regione decide di non decidere e prolunga di altri 45 giorni l'incarico di direttore generale a Florindo Antoniozzi. Toccherà a lui guidare l'Azienda sanitaria vibonese per un altro mese esatto. Il conto alla rovescia è infatti già partito dalla scadenza del mandato, ovvero dal 4 dicembre scorso. Dopo un lungo tira e molla ed un'estenuante attesa, alla fine il governatore Mario Oliverio ha sciolto tutte le riserve optando per una proroga che sa molto di "melina". Un modo per rinviare a dopo le festività natalizie una scelta destinata a segnare una sorta di crocevia per l'Asp di Vibo.

Antoniozzi FlorindoScelta rinviata. La politica continua a fremere perché quando il piatto è ricco tutti vorrebbero stare a tavola. E non sono stati pochi in queste settimane i tentativi di tirare il governatore per la giacca. Per non rimanere schiacciato tra frizioni e brusche accelerate, Oliverio ha deciso di far mangiare il panettone al direttore generale in carica e prendersi tutto il tempo per decidere. Con lui rimarranno ai loro posti fino alla scadenza della proroga il direttore sanitario Michelangelo Miceli e il direttore amministrativo Francesco Procopio.


Le ipotesi. Di sicuro il nuovo direttore generale dell'Asp di Vibo verrà scelto in un'apposita lista approvata dalla giunta regionale e “certificata” da una commissione di esperti. Nell'elenco ci sono dirigenti di lungo corso, affermati burocrati e qualche professionista di alto profilo. Con la proroga si affievoliscono però le possibilità che a sedersi sull'ambita poltrona degli uffici di via Dante Alighieri sia un vibonese. Non mancano i candidati: dal primario-neurologo Mimmo Consoli al segretario generale della Provincia di Vibo Cesare Pelaia. Con loro anche Antonio Belcastro, Giacomino Brancati, Bruno Calvetta, Antonio Soccorso Capomolla, Roberto Garzulli e Angela Maria Soriano. Anche se non è del tutto escluso l'eventuale commissariamento dell'ente, è sempre più probabile l'ipotesi che Mario Oliverio affidi l'incarico di direttore generale ad un professionista proveniente da fuori provincia seguendo di fatto una prassi consolidata nel solco dei suoi predecessori.