Orrore senza fine nel Vibonese. Avrebbe picchiato ripetutamente la madre arrivando perfino ad infilarle un tubo dell'acqua nella bocca, impedendole per qualche secondo di respirare e, in un’altra circostanza, le avrebbe provocato, con un morso, un grosso ematoma sulle labbra. All’anziana sarebbe persino stato impedito di contattare gli altri figli telefonicamente, distruggendole il telefono.

Tuttavia, per come riporta "Gazzetta del Sud", il Tribunale ha assolto M.T.V., 57 anni, di Sant’Onofrio, difesa dall’avvocato Santo Cortese. A denunciarla, nell’ormai lontano 2018, presso la locale Caserma dei Carabinieri, era stata la diretta interessata, con l'aiuto dell'altra figlia, sorella dell'imputata, che aveva chiesto ai militari di recarsi direttamente presso l’abitazione dell’anziana. Al cospetto dei militari dell'Arma, la presunta vittima aveva confermato “maltrattamenti, torture e insulti e costanti minacce di morte”, come riportato nel provvedimento con il quale era stato disposto il divieto di avvicinamento della figlia, indagata prima e imputata poi, alla madre. La donna, infatti, era stata rinviata a giudizio, su richiesta della Procura della Repubblica, rappresentata, in quel momento, dal pubblico ministero Ciro Lotoro. Ma l’esito del processo non ha portato alla condanna della donna posta sotto accusa. Infatti, il Tribunale l’ha assolta con una chiara formula, quella secondo cui “il fatto non sussiste”. D’altronde, stando a quanto riportato dai carabinieri che avevano raccolto la denuncia dell'anziana, non era stato notato “addosso alcun segno che potesse far presagire che la signora fosse stata malmenata”.