“Assieme alle persone perbene che voteranno sì al referendum, voteranno sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi. E ciò - argomenta - accadrà per un motivo fondamentale: gli autori della riforma, in questo momento la campagna referendaria per il sì, partono dal quotidiano esercizio di denigrazione della magistratura". 

A spiegarlo è il magistrato Nino Di Matteo che precisa:  "La mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata». «Quando ci bombardano di giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco a quello Tortora, la delegittimano agli occhi del popolo - spiega Di Matteo - e parlano alla pancia di coloro i quali hanno interesse, per la loro stessa essenza, ad una delegittimazione della magistratura. E questi sono i massoni, i mafiosi, coloro i quali temono il controllo della magistratura”.

Parole «indegne e inaccettabili - tuona da Forza Italia la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano -. Attribuire, in maniera generalizzata e suggestiva, il voto favorevole al referendum a mafiosi, massoni e criminalità organizzata significa scendere su un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale di un magistrato della Repubblica».