Comune di Vibo, Lo Schiavo chiede un cambio di passo: “Serve più coraggio, ora inizia il secondo tempo”
L’ex consigliere regionale ripercorre la nascita della coalizione che sostiene Enzo Romeo, rivendica il lavoro svolto e chiede una nuova fase politica: “I cittadini aspettano segnali concreti di cambiamento”

“Ero consigliere regionale ed Enzo Romeo, che in quella fase, già prima delle scelte definitive assunte dal centrosinistra, stava lavorando conducendo una campagna di ascolto, mi chiese quali fossero le mie intenzioni: io gli dissi che lo ritenevo il miglior candidato possibile e che io, da consigliere regionale, non avrei ostacolato il suo percorso”. Così Antonio Lo Schiavo, intervenendo alla trasmissione radiofonica “Pagina Protetta”, condotta da Nicolino La Gamba su Radio Onda Verde, ha ripercorso le fasi iniziali della costruzione della coalizione di centrosinistra che oggi guida il Comune di Vibo Valentia.
L’ex consigliere regionale ha rivendicato la coerenza politica mantenuta durante tutto il percorso elettorale e amministrativo: “Questo impegno l'ho portato avanti fino all'ultimo, tant'è che ho deciso di sporcarmi le mani mettendo in campo una lista che ha eletto dei consiglieri comunali, risultando determinante per andare al ballottaggio. Questa lealtà l'abbiamo dimostrata con i fatti, anche accettando la difficile delega all'Urbanistica”.
Nel corso dell’intervista, Lo Schiavo ha tracciato un bilancio dei primi anni di amministrazione del sindaco Enzo Romeo, sottolineando luci e ombre dell’esperienza di governo cittadino. “I primi due anni sono stati di assestamento, qualcosa ce la potevamo evitare, potevamo evitare qualche polemica, spesso abbiamo parlato più di nomi che di progetti. Il sindaco ha avuto due anni per rodare la macchina, adesso inizia il secondo tempo”.
Da qui l’invito a rafforzare il ruolo politico della coalizione e dei partiti: “Mi aspetto di più dalla coalizione, auspico che i partiti acquisiscano un ruolo, si fa un errore se si sovrappongono politica e amministrazione”. Secondo Lo Schiavo, la fase attuale richiede una svolta: “Dobbiamo riorganizzarci per il secondo tempo, servono più forza e coraggio e maggiore incisività. Non che finora l'amministrazione abbia lavorato malissimo, abbiamo aperto vertenze importanti, toccato temi sopiti da anni, però mi rendo conto che i cittadini aspettano altro, aspettano veri segnali di cambiamento”.
L’ex consigliere regionale ha poi rivendicato il peso politico e amministrativo della sua area all’interno della maggioranza: “La nostra lista ha eletto due consiglieri, abbiamo un assessore, più che con i numeri noi dobbiamo incidere con la forza delle idee”. Un passaggio particolare è stato dedicato al lavoro svolto dall’assessore Loredana Pilegi nel settore Urbanistica: “Quando abbiamo assunto con Loredana Pilegi la delega all'Urbanistica sapevamo c'erano tre quattro questioni da affrontare. E lo stiamo facendo bene e con serietà, grazie ai nostri consiglieri che hanno competenze tecniche e giuridiche necessarie”.
Tra i temi amministrativi affrontati, Lo Schiavo ha citato il trasporto pubblico locale, il Piano spiaggia e la pianificazione urbanistica. “Sul trasporto pubblico locale abbiamo messo mano. Sul Piano spiaggia ci siamo prefissati l'obiettivo di regolamentare le spiagge e aumentare le concessioni, con notevoli ricadute positive sull'occupazione e sulla città”.
Ampio spazio anche alla questione dei depositi costieri di Vibo Marina: “Il sindaco ha avuto grande coraggio, rimarcando la vocazione turistica di Vibo Marina. Certo, il Comune non può essere lasciato solo. Delocalizzare non è facile, anche perché serviranno investimenti pubblici per una società privata”. Lo Schiavo ha quindi chiamato in causa la Regione Calabria: “Da consigliere regionale avevo chiesto un tavolo tecnico, erano state individuate le risorse in commissione Bilancio. Dispiace che quel lavoro sia stato gettato al mare”.
Infine, l’attenzione si è spostata sul Piano strutturale comunale e sul funzionamento della macchina amministrativa. “Il Psc è vecchio, la cartografia è datata, non contempla il nuovo Teatro ed è incoerente con un piano di sviluppo della città”. Secondo Lo Schiavo, il futuro dell’amministrazione si giocherà proprio sulla capacità di fare squadra: “In questa prima fase ho visto assessori che si muovono in maniera autonoma, senza il necessario coinvolgimento politico. Questo modo non fa bene all'amministrazione”.
Sul proprio futuro politico, Lo Schiavo ha escluso una candidatura a sindaco di Pizzo Calabro, nonostante il forte consenso ottenuto alle Regionali, mentre su Vibo Valentia…: “A Pizzo Calabro, cittadina cui mi lega un forte sentimento di affetto, sono stato il candidato più votato alle ultime Regionali, per questo qualcuno mi annovera tra i candidati a sindaco ma è una ipotesi che escludo categoricamente. Per quanto riguarda Vibo, invece, dico che il rapporto con la propria città, per chi fa politica, è la cosa più gratificante. Noi oggi abbiamo un sindaco in carica e la politica ha delle regole, dunque non posso rispondere affermativamente a questa domanda. Ma una cosa è certa: che in futuro io resti passivo rispetto alla dinamiche che riguardano la città in cui ho deciso di vivere è una ipotesi da escluder”.
