Era dall'aprile del 2019 che, per le strade (e le chiese) di Vibo, non si respirava un'aria simile. Due anni di pandemia con la Pasqua passata praticamente senza riti, processioni e tradizioni da onorare. Quest'anno, con la fine dello stato d'emergenza arrivato appena in tempo, si tornano invece a vedere i cartelli di divieto di sosta per "processioni religiose", le chiese con un viavai di fedeli durante il triduo pasquale e - oltre alla tanta attesa "Affruntata" - anche i sepolcri.

Un graduale ritorno alla normalità: dopo la messa del giovedì santo, infatti, sono stati numerosi i vibonesi che hanno deciso di fare il tradizionale "giro dei sepolcri" che ad ogni cittadino - che viva qua o che sia tornato in Calabria per le feste - fanno tornare alla mente tanti ricordi e sono un'ottima occasione per fermarsi e dedicare un momento di preghiera. Con un'attenzione che nessuno dimentica mai: i sepolcri, dove ci si raccoglie per pregare, devono essere "visitati" in numero dispari.