Si chiude definitivamente il capitolo giudiziario per Elisa Calfapietra. Nel corso dell'udienza tenutasi oggi - 12 gennaio 2026 - presso il Tribunale di Reggio Calabria, il giudice per l'udienza preliminare ha emesso una sentenza di assoluzione totale nei confronti della donna, finita sotto inchiesta circa due anni fa nell'ambito di una vasta operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti.

La vicenda ebbe inizio nel febbraio del 2024, quando un blitz delle forze dell'ordine portò a una serie di misure cautelari riguardanti un presunto sistema di infiltrazioni nel porto di Gioia Tauro. Secondo l’ipotesi investigativa iniziale, Calfapietra — all'epoca posta ai domiciliari — avrebbe operato come figura di collegamento attraverso una società di spedizioni, facilitando l'ingresso di ingenti carichi di cocaina in Italia tra il 2020 e il 2022.

L'accusa ipotizzava una rete di complicità che coinvolgeva anche funzionari doganali infedeli, accusati di aver "pilotato" i controlli sui container per evitare il sequestro della droga.

Tuttavia, l'esito del processo con rito abbreviato ha ribaltato completamente lo scenario per la Calfapietra. La formula pronunciata in aula è quella della massima ampiezza: assoluzione per non aver commesso il fatto. Una decisione che cancella ogni ombra sulla sua condotta professionale e privata, accompagnata dall'ordine immediato di restituzione di tutte le somme che le erano state sequestrate all'inizio dell'indagine.