«L’imminente scadenza dei fondi Cis “Acqua bene comune” ha indotto diversi cittadini, preoccupati per lo stato di abbandono del proprio territorio, ad incontrarsi nella frazione di Vena Inferiore per affrontare le tante problematiche relative alla latente emergenza sanitaria che attanaglia le frazioni delle Vene e Triparni ed in particolare l’annoso e gravissimo problema della non potabilità dell’acqua dovuta all’infiltrazione di diverse perdite fognarie in Vena Inferiore». È la premessa di una lettera indirizzata al sindaco Maria Limardo, che porta la firma di Antonio Iannello, ex assessore ai Lavori pubblici, e degli ex consiglieri comunali Pino Condoleo e Antonio Sorrentino.

Una situazione molto preoccupante, nella quale persiste una ordinanza sindacale di divieto dell’acqua potabile per uso domestico, «ma quello che è più grave non possibile utilizzarla nemmeno per igiene personale con casi di escherichiacoli e di infezioni epidermiche». Alle riunioni hanno partecipato anche alcuni rappresentanti delle frazioni di Vena Superiore, Vena Media, e Triparni i quali hanno avuto modo di fare un quadro complessivo su tutto il territorio che in passato ha costituito quella che fu la II Circoscrizione.

Vi sono alcune criticità che devono essere risolte per garantire «quelli che ormai sono diventati sempre più servizi essenziali inesistenti». «Le carenze idriche più volte segnalate nelle 4 frazioni sono spesso legate alle continue perdite ed ai ritardi nella riparazione, tant’è che in alcuni casi passano mesi prima che si intervenga. Una rete colabrodo che dovrà essere sostituita completamente in tutte e quattro le frazioni e che di fatto accentua il rischio del dissesto idrogeologico di tutto il territorio», hanno scritto Iannello, Condoleo e Sorrentino.

I tre ex amministratori hanno evidenziato, inoltre, che «gran parte degli scarichi fognari di Vena Superiore, Vena media e Vena Inferiore erano stati convogliati in un’unica condotta che attraverso una stazione di sollevamento realizzata vicino al torrente Trainiti lungo la strada interpoderale Triparni – Mantineo, venivano immessi nella condotta fognaria che da Triparni si collega all’impianto di depurazione di Porto Salvo». In questa condotta, è stato precisato, sono stati convogliati anche gli scarichi fognari di Mantineo e Piana Pugliese del comune di Cessaniti.

«Purtroppo da alcuni anni questa stazione di sollevamento risulterebbe non funzionante con le conseguenze che tutti gli scarichi vanno a finire nel Torrente Trainiti e con un grave rischio dal punto di vista igienico sanitario e di inquinamento del mare. – hanno asserito - La mancata separazione delle acque meteoriche dalla rete fognaria, spesso crea la fuori uscita di liquami lungo la strada Provinciale con i tombini che sistematicamente saltano ad ogni acquazzone. Permangono inoltre diversi scarichi fognari a cielo aperto nei diversi centri abitati».

Infine, si chiede che l’amministrazione comunale si attivi per la predisposizione di una serie di progetti per la risoluzione delle problematiche esposte attraverso l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Cis “Acqua bene comune”.