"La nostra azienda produce e commercializza da oltre venti anni i sistemi di rilevamento della velocità, che hanno sempre goduto dei necessari provvedimenti ministeriali normativamente previsti".

Lo afferma in una nota il presidente del Cda di Kria Srl, la società produttrice del modello di autovelox disattivati e posti sotto sequestro lunedì scorso in varie regioni italiane disposto nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Polizia stradale e coordinata dalla Procura di Cosenza.
"Il provvedimento di sequestro preventivo (già impugnato dai legali di nostra fiducia) disposto dal Gip di Cosenza, nel contesto normativo e giuridico attuale - prosegue la nota - si fonda su presupposti che non riteniamo siano condivisibili, anche perché già oggetto di provvedimento analogo lo scorso anno (luglio 2023) allorché è stata disposta la medesima misura nell'ambito del medesimo procedimento penale, che è stata, poi, quasi immediatamente, cassata (dissequestro) dal Tribunale di Cosenza, in sede di riesame.


"Epperò - sostiene la società - con 'causale' e 'sfortunata' ricorrenza, a distanza di un anno esatto, sono stati nuovamente sequestrati solo dispositivi prodotti dalla nostra azienda e tutti gli altri (pur ritrovandosi nelle medese condizioni fattuali e giuridiche) no! Siamo fiduciosi sull'operato della magistratura e sull'esito del riesame, ma resta il forte rammarico e l'amarezza per quanto accaduto (anzi, 'riaccaduto'), anche in ragione di una evidente disparità di trattamento rispetto ai dispostivi prodotti dai nostri competitor".
"Siamo, però, certi - conclude la Kria - che tali vicende non possono e non riusciranno ad offuscare e pregiudicare il buon nome e l'immagine che la nostra azienda (leader da anni nel settore) si è conquistata nel mercato, sia nazionale che estero, grazie ad una storia che parla di eccellenza tecnologica italiana e a dispositivi che hanno guadagnato le prime pagine delle più prestigiose riviste di settore sin dal 2008, e che sono installati dai nostri distributori in cinque continenti".