Vibo "blinda" il dott. Ussia, la testimonianza: "Grazie a lui la sedia a rotelle è solo un brutto ricordo"
Ancora un appello all'Asp affinchè lo stimato ortopedico dello Jazzolino non venga trasferito
È un coro unanime quello che si sta alzando a Vibo Valentia. Cittadini che invocano sanità, che difendono per una volta un angolo di sanità di cui non vogliono essere privati. E si susseguono, infatti, gli appelli in difesa del dott. Alfonso Ussia, chirurgo ortopedico attualmente in servizio presso l’Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, professionista dalla grande umanità che si paventa possa essere trasferito. Un rischio che i cittadini vogliono evitare e per questo si rincorrono gli appelli ai dirigenti Asp.
La testimonianza. Così un nuovo appello giunge da una cittadina la quale spiega che "grazie al dott. Ussia la sedia a rotelle è solo un brutto ricordo". Per questo, quindi, scrive la lettera per "raccontare la mia esperienza al fine di condividere con l’opinione pubblica il netto miglioramento della qualità del servizio sanitario di cui ho potuto beneficiare a seguito dell’arrivo del dott. Ussia a Vibo Valentia. Si proprio a Vibo Valentia". Parte da qui, per spiegare quanto accaduto: "Circa 7 anni fa, a seguito di una caduta accidentale, ho riportato una frattura al collo del femore curata dai sanitari di Vibo Valentia, in virtù delle mie particolari problematiche cardiologiche, con un intervento di osteosintesi. Purtroppo, però con il passare del tempo le viti inseritemi hanno determinato la necrosi del collo femorale per cui all’ospedale di Vibo mi dissero che era necessario un intervento di artoprotesi. L’alternativa all’intervento sarebbe stata la sedia a rotelle. Inutile dire – prosegue - che mi posi subito una domanda “se a causa delle mie problematiche cardiologiche, già in precedenza i sanitari del nosocomio di Vibo Valentia avevano optato per un intervento di osteosintesi anziché per un intervento di artoprotesi, ora a distanza di 7 anni, stante il perdurare delle mie patologie cardiache, come faranno ad operarmi per la protesi all’anca?” Nonostante i frequenti controlli ortopedici le condizioni della mia gamba iniziavano a peggiorare. I sanitari parlavano di intervento ma in realtà era chiaro ed evidente che nessun medico mi avrebbe mai operata. Nessun medico voleva assumersi la responsabilità di un intervento cosi rischioso. Così a poco a poco sono finita sulla sedia rotelle".
La svolta. "Nello sfortunato accaduto – prosegue nel racconto - ritengo di essere stata fortunata ad incontrare il dott. Ussia, il quale forte della propria esperienza professionale e delle particolari tecniche all’avanguardia acquisite nel corso della propria carriera, con profonda umanità mi disse che poteva rimettermi in piedi. Il dott. Ussia è stato l’unico chirurgo ortopedico che, visto il caso disperato, ha voluto e potuto operarmi svolgendo altresì in vista dell’intervento un eccellente lavoro di coordinamento con i sanitari del reparto di anestesia e di cardiologia dell’ospedale civile di Vibo Valentia ai quali va il mio ringraziamento per l’encomiabile impegno profuso. Ora sono in fase di guarigione. Grazie al dott. Alfonso Ussia oggi – ribadisce - sono finalmente in piedi e posso dire che la sedia a rotelle è solo un brutto ricordo". Da qui, l'augurio che "l’Asp di Vibo Valentia ritorni sui propri passi e che non si lasci sfuggire un professionista apprezzato e stimato dai cittadini vibonesi come il Dott. Ussia che in cosi poco tempo ha riportato in auge il reparto di ortopedia. Mi auguro che l’Azienda sanitaria, nel rispetto delle regole e dei meriti e senza alcun tipo di condizionamento, faccia la scelta giusta per la sanità vibonese e per tutti i cittadini di Vibo Valentia e provincia che ora iniziano finalmente a credere che anche a Vibo un cambiamento in positivo sia possibile".
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