Il sindaco di Sant'Onofrio, nel Vibonese, informa tramite una nota che ”grazie a una accurata e puntuale richiesta questo Comune è beneficiario di un finanziamento di 2 milioni 150 mila euro del Pnrr” e l'opposizione attacca: "Ci siamo letti le carte e non solo, le abbiamo pure capite: il Comune di Sant’Onofrio non è ancora beneficiario di un bel niente perché ha solo inviato una proposta in risposta ad un avviso pubblico regionale. Le bugie hanno le gambe corte".

"La Regione Calabria - scrive il gruppo di opposizione 'tre spighe' - da parte sua dovrà raccogliere le proposte provenienti dai comuni e dall’Aterp e trasmettere l’elenco dei progetti ammissibili, secondo un ordine di priorità, al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile il quale 'procede, con apposito decreto, entro il 31 marzo 2022, all’approvazione del Piano degli interventi, con l’indicazione per ogni intervento del soggetto attuatore e del relativo CUP'.

"Abbiamo visionato il decreto - continua l'opposizione - e nell’elenco la proposta del Comune di Sant’Onofrio è collocata in elenco al posto numero 28, con un punteggio di 88, che i proponenti si dovevano attribuire sulla base di criteri di autovalutazione che riguardano le tipologie di intervento da realizzare. Quindi è stato lo stesso sindaco ad auto-assegnarsi il punteggio ma non siamo ancora in grado a sapere in che modo visto che gli atti comunali non sono stati ancora pubblicati. Tutti hanno pubblicato gli atti mentre il Comune di sant’Onofrio no, non vi è traccia della delibera e degli atti amministrativi, come mai?".

L'opposizione si dice inoltre contraria all'utilizzo che il Comune intende fare di quei fondi: "Quello che sappiamo, perchè riusciamo a vederlo sul decreto della Regione, è che il sindaco vuole realizzare nella sede dell’ex Cenacolo Domenicano 6 alloggi di edilizia residenziale pubblica: proprio così, case popolari al posto di una residenza che rappresenta una memoria storica e culturale per il paese e che è stata donata per attivare iniziative a carattere sociale non certo per trasformarla per fare delle case popolari".