La burocrazia colpisce anche un eroe ultracentenario: un anno per l'invalidità
Una scena incredibile si è verificata presso l'ufficio per l'invalidità civile di via Mariano Stabile, a Palermo, quando l'impiegato allo sportello ha comunicato a Giacinto Vaccarella che la pratica di suo padre, Antonio, dovrà attendere almeno un anno per essere esaminata ed evasa. La notizia ha lasciato attonito Giacinto, il quale si era recato presso gli uffici per inoltrare la domanda per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 104 per suo padre, attualmente di 102 anni.
La legge stabilisce un tempo massimo di 4 mesi per l'evasione di tale pratica, ma le parole dell'impiegato hanno gettato Giacinto nell'incredulità. Suo padre, Antonio, ha ottenuto un riconoscimento di invalidità civile al 100% più di 25 anni fa, e da allora ha beneficiato dell'indennità di accompagnamento erogata dall'INPS. Tuttavia, la sua salute si è deteriorata nel tempo, e ora necessita di trattamenti fisioterapici che dovrebbero essere forniti gratuitamente dal servizio sanitario nazionale.
La situazione diventa ancora più sconcertante considerando che Antonio Vaccarella è stato onorato dallo Stato italiano solo un anno fa. Il 27 gennaio 2023, nel corso delle manifestazioni per la Giornata della Memoria, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, aveva scoperto una targa con il nome di Antonio nel Giardino dei Giusti. Questo gesto di riconoscimento pubblico è stato dedicato all'eroismo dimostrato da Antonio nel 1943 durante il suo servizio militare a Roma, quando rischiò la vita nel tentativo di salvare una famiglia di ebrei dalla morte certa.
Indignato per la situazione, Giacinto Vaccarella ha deciso di scrivere una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprimendo il suo sconcerto e chiedendo giustizia per suo padre. La risposta del Presidente non si è fatta attendere, e tra due mesi dovrebbe essere convocato per affrontare la questione.
La vicenda di Antonio Vaccarella evidenzia le sfide e le disfunzioni del sistema burocratico italiano, che sembra non riconoscere adeguatamente gli eroi della memoria, né garantire una tempestiva assistenza ai cittadini che ne hanno diritto. La speranza di Giacinto è che la situazione di suo padre possa trovare una rapida soluzione e che le istituzioni possano rispondere con prontezza e umanità alle esigenze di chi ha contribuito in modo significativo alla storia del paese.
