Covid e scuole nel Vibonese, incontro tra dirigenti: Asp assente per "incidente diplomatico" (VIDEO)
Per quanto i contagi all'interno delle scuole del Vibonese siano al momento limitati e sotto controllo, la gestione è attualmente confusionaria: se ne sono accorte le famiglie, che vedono trattamenti diversi anche da classe a classe, e anche i dirigenti scolastici. Proprio questi ultimi si sono riuniti ieri mattina al liceo "Vito Capialbi" di Vibo per discutere di come risolvere alcune criticità e intervenire prima che il contagio si diffonda. All'incontro avrebbe dovuto partecipare anche l'Asp tramite il commissario Maria Bernardi che però, a causa di un "incidente diplomatico", una volta arrivata all'ingresso della scuola ha deciso di andar via.
Come confermato dallo stesso commissario, infatti, un problema nella lettura del green pass consegnato in versione cartacea (valido in quanto vaccinata con tre dosi) ha creato un momento di tensione con il collaboratore scolastico presente che, per come impone la legge, per far entrare chiunque all'interno dei locali ha bisogno che venga letta la certificazione verde. La situazione ha però alterato il commissario Bernardi che ha notato che in quel momento non era presente nessuno ad accoglierla e, per questo, ha deciso semplicemente di... andar via. Senza che rimanesse nessuno in sua delega e, di conseguenza, lasciando i dirigenti scolastici senza un riferimento sanitario con cui confrontarsi per affrontare la diffusione del Covid nelle scuole. Per un"incidente diplomatico", dunque, a farne le spese sono stati numerosi presidi di tutta la provincia (e quindi indirettamente gli studenti e le famiglie) che avevano bisogno di un confronto con l'autorità sanitaria.
L'incontro, tra soli dirigenti, si è comunque tenuto. "Vogliamo garantire la didattica in presenza al 100% - ha detto ai nostri microfoni il dirigente della scuola capofila d'ambito, Antonello Scalamandrè - quindi dobbiamo capire innanzitutto con l'Asp e anche con i sindaci che tipo di lavoro sinergico dobbiamo fare perchè possiamo, insieme, ridurre i tempi: ad esempio quando dopo il tampone rapido si fa quello molecolare abbiamo bisogno, in tempi utili, di conoscere il risultato, e questo spesso non avviene". Non si tratta di un aspetto secondario: "Con la pandemia ancora in corso, l'aspetto più importante è muoversi nei tempi giusti per prevenire il diffondersi del contagio".
L'incontro, nuovamente in presenza dopo diverse riunioni online, è servito per raccogliere i punti critici che serviranno per stilare un protocollo d'intesa con l'Asp per provare a velocizzare le procedure "che spesso sono lente". Tra le criticità spicca quella della quarantena sanitaria, ovvero "quanto dura, quando inizia e come bisogna fare". Altro punto critico è "la definizione di 'contatti stretti', perchè devo sapere quando uno studente è positivo se il docente va mandato in quarantena". In questo le linee guida nazionali parlano di persone che sono state a contatto entro un metro per 15 minuti, "quindi il docente che ha la distanza di 2 metri dovrebbe essere fuori, ma ci potrebbero essere situazioni particolari in cui i docenti possono doversi avvicinare anche se con le protezioni, o pensiamo anche ai docenti di sostegno. Sono situazioni che vanno chiarite".
Il problema non è meramente teorico ma, in gioco, ci sono i diritti degli studenti: "Se mancano i docenti - conclude Scalamandrè - non riusciamo a garantire il diritto allo studio, ed è difficile fare la Dad con il docente a casa in quarantena e le classi senza vigilanza".
