Poco prima delle 17:00 di sabato ho notato, sulla spiaggia di Vibo marina, dove mi ero recato per un bel bagno rinfrescante, una carcassa di delfino arenata sulla spiaggia, che emetteva un fetore nauseabondo, indizio certo dell'inizio del processo di putrefazione. Come mio dovere, ho chiamato il 113 che mi ha passato la Guardia Costiera, competente per le aree demaniali, onde mettere in sicurezza la carcassa in attesa dell'arrivo dell'ASP e del successivo intervento della ditta incaricata dal Comune.

Dopo qualche decina di minuti, ho notato che due persone, vestite di tutto punto, pantaloncini, camicia e scarpe comprese, stavano gettando la carcassa in mare. Alle mie proteste rispondevano che dovevano farlo in quanto altrimenti l'indomani non avrebbero potuto lavorare, per cui ho chiamato nuovamente il 113 che ha immediatamente richiesto l'intervento urgente alla Guardia Costiera, passandomi nuovamente l'operatore della Capitaneria, il quale mi spiegava che avevano segnalato all'Asp ma che nessuno era disponibile ad intervenire nell'immediatezza. Sono quindi rimasto lì vicino in attesa dell'intervento dei militari.

Purtroppo, dopo tre ore dalla mia richiesta di intervento, non si vedeva alcuno, per cui, per evitare che la salute pubblica venisse messa a rischio dai fluidi che a breve sarebbero fuoriusciti dalla carcassa putrescente, ho pensato che sarebbe stato meglio recapitarla alla Capitaneria di Porto, che distava solo circa trecento metri, per impedire ai due di cui sopra di ributtare in mare il delfino morto non appena me ne fossi andato.
Dopo aver avvertito via telefono la Capitaneria della mia intenzione, dato che non potevo restare ad aspettare ancora sulla spiaggia per improrogabili ragioni personali, ho quindi posto la carcassa su un bancale trovato nei pressi, e, a forza di braccia, ho trascinato il tutto fino a destinazione.

Forse il militare con cui avevo parlato al telefono non mi aveva preso sul serio, perché al citofono era molto stupito del trovarsi davvero la carcassa di fronte alla porta del comando, dove erano pure presenti tre militari in divisa “Guardia Costiera” che chiacchieravano tra loro, molto stupiti anch'essi dalla scena e dal fatto che nessuno li avesse avvertiti, in quanto, dicevano, se li avessero mandati in mio aiuto, sarebbero prontamente intervenuti dato che la spiaggia era proprio dietro l'angolo. Purtroppo non è la prima volta che l'Asp non interviene per il recupero di carcasse, troppo spesso lasciate a marcire per settimane in giro per la provincia nonostante le numerose chiamate, e sono tante le testimonianze in tal senso di noi cittadini, ma stavolta stupisce pure il mancato intervento della forza pubblica, in aiuto di un cittadino che cercava di impedire l'insorgere di un'emergenza sanitaria ed un grave reato ambientale.