La costituzione del Comitato, la reazione della gente, l'indignazione della politica, la mobilitazione dei mezzi d'informazione. Ha dovuto fronteggiare un vero e proprio "moto rivoluzionario" la Wind a Stefanaconi. La società di telefonia mobile aveva deciso di installare un'antenna in un'area, peraltro, ad alto rischio idrogeologico, a ridosso della costruenda Tangenziale est. Ebbene, prima è stata intimata la sospensione dei lavori, poi, con ordinanza della giornata di ieri, il Comune ha intimato di "provvedere alla demolizione e alla rimozione delle opere realizzate in assenza di titoli abilitativi". Addirittura, è stato chiarito che " se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nei termini di 90 giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime verranno acquisite di diritto dal comune".