Dalla Calabria di ieri al sogno di oggi: il "tema" d'infanzia di Roberto Occhiuto conquista il web
Il Governatore pubblica un suo scritto delle elementari del 1978: tra la passione per la propria terra e il mito di Sandokan, spuntano i primi segni di un destino già tracciato
C’è chi a otto anni sogna di fare l'astronauta e chi, invece, ha già le radici ben piantate nel presente e nel futuro della propria terra. È il caso di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, che nelle ultime ore ha condiviso sui social un frammento di memoria personale che ha subito scatenato la curiosità e l'affetto dei follower: una pagina di un vecchio quaderno di scuola, datata 24 gennaio 1978.
Le righe, tracciate con la grafia ordinata e tipica degli alunni di un tempo, non lasciano spazio a dubbi: "Mi piace la mia regione, cioè la Calabria". Un’affermazione che, letta oggi dalla scrivania più alta della Cittadella regionale, assume il sapore di una promessa mantenuta. Nel tema, il piccolo Roberto descriveva la sua quotidianità a Cosenza, in via P. Rossi, citando i giochi dell'epoca come "Rischiatutto" e "Portobello", simboli di un'Italia televisiva che entrava nelle case di tutti.
Il governatore ha accompagnato lo scatto con un commento che è insieme un bilancio e un’esortazione: "Perché certe storie iniziano così. Con una penna, un foglio, e un sogno". Con la solita dose di autoironia, Occhiuto ha poi aggiunto: "Sì, a 8 anni avevo già le idee molto chiare", non mancando di scherzare sulla sua passione per Sandokan, l'eroe di Salgari che all'epoca dominava l'immaginario dei più piccoli grazie allo storico sceneggiato e che nel 2025 è stato ripresentato grazie anche ad Occhiuto e a Calabria Film Commission.
Il post non è passato inosservato, diventando virale in pochi minuti. Al di là della curiosità storica, l’immagine restituisce il ritratto di un bambino profondamente legato alle proprie origini, capace di esprimere, pur nella semplicità di un compito scolastico, quell'identità calabrese che oggi si trova a rappresentare istituzionalmente.
