Si aggrava la posizione di Mario Oliverio. Il presidente della Regione Calabria ha infatti ricevuto un nuovo avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta denominata "Lande desolate" sui presunti appalti "pilotati". Adesso la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, oltre al reato di abuso d'ufficio, gli contesta anche la corruzione. Un'accusa che il giudice delle indagini preliminari aveva già in qualche modo tratteggiato nell'ordinanza sulla quale poggia l'inchiesta. Il clientelismo sfocia per l'accusa in vera e propria corruzione. Tutto ruota intorno al patto stipulato con l'imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, figura centrale dell'indagine condotta dalla guardia di finanza, al quale sarebbe stato chiesto di bloccare i lavori di piazza Bilotti a Cosenza per penalizzare il sindaco Mario Occhiuto. In cambio l'imprenditore - considerato dagli inquirenti vicino ai Muto di Cetraro - avrebbe ottenuto un un finanziamento extra per completare i lavori delle piste di sci a Lorica. Il gip nell'ordinanza di custodia cautelare era stato chiaro ritenendo "riduttivo definire clientelare la richiesta di rallentare i lavori a piazza Bilotti" e ravvisando un difetto di contestazione. Non solo abuso d'ufficio, ma anche corruzione. Ora Oliverio dovrà difendersi anche da questa accusa, ben più pesante.


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L'udienza al Riesame. Proprio nella giornata di oggi Oliverio si è recato a Palazzo di Giustizia per assistere all'udienza del Riesame chiamato a decidere sulla richiesta di revoca dell'obbligo di dimora. Un'udienza durata due ore al termine della quale il giudice si è riservato la decisione. Il verdetto è atteso nelle prossime ore, non oltre sabato. "Abbiamo fornito tutti gli elementi a discarico rispetto ad accuse che riteniamo infondatissime". E' quanto affermato dall'avvocato Enzo Belvedere, legale del presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando con i giornalisti al termine dell'udienza al Tribunale del Riesame di Catanzaro nella quale è stata discussa la richiesta di revoca dell'obbligo di dimora disposto nei confronti del governatore nell'ambito di un'inchiesta della Dda del capoluogo su presunti appalti "pilotati".

Botta e risposta. "La Procura - ha reso noto l'avvocato Belvedere - era rappresentata da tre pubblici ministeri che si sono divisi il compito di replicare alla difesa: secondo noi, hanno replicato malamente perchè gli indizi sono davvero effimeri, se ve ne sono. Siamo fiduciosi che ci sarà un accoglimento del nostro ricorso. Secondo noi - ha proseguito il legale di Oliverio - l'accusa è debole: la Procura non ha depositato nuovi elementi, sono gli stessi elementi che aveva nell'ordinanza. I giudici si sono riservati, riteniamo che entro due giorni massimo decidano".