La Traviata dell'Orchestra Sinfonica della Calabria diretta da Alberto Veronesi incanta Vibo Valentia
La Traviata incanta Vibo Valentia e Vibo Valentia ricambia con una splendida serata. E numerosi, calorosi applausi a scena aperta.
L’esibizione ha racchiuso in sé diversi significati, tutti importanti e da raccontare.
Innanzitutto è la conferma del profondo legame culturale che storicamente unisce i vibonesi alla musica “seria” e quella lirica in particolare, una tradizione secolare costruita nel tempo, quando la città aveva il suo teatro, al tempo in cui la cosiddetta “Arena Valentina”, ovvero l’antico convento gesuita, ospitava eventi artistico-musicali.
Poi, la scoperta, anzi la riscoperta di un luogo bello e perfettamente adatto ad ospitare simili eventi: il cortile – o, per meglio dire, la “piazza d’armi” – dell’ex caserma francese, poi battezzata Garibaldi e divenuta sul finire del secolo scorso sede della storica scuola media Bruzzano, luogo che, grazie ad un restauro ben fatto, ha restituito un bene storico-architettonico di pregio, dimostratosi, nel corso di questa serata, posto adatto ad ospitare eventi musicali dando mostra di una buona acustica.
Quindi, la felice possibilità di ascoltare l’Orchestra Sinfonica della Calabria, istituzione di assoluto valore perché riconosciuta dal Ministero quale ICO (Istituzione Concertistico Orchestrale), che ha sede ufficialmente a Vibo Valentia.
Ma non è tutto!
Come se non bastasse, l’appuntamento di Vibo Valentia ha segnato il ritorno alla Direzione del M° Alberto Veronesi, dopo i fatti di Torre del Lago. Il 15 luglio scorso la sua direzione de “La Boheme” aveva aperto una polemica tale da conquistare le prime pagine dei principali quotidiani italiani. Il M° Veronesi aveva infatti diretto bendato: un gesto plateale e netto con il quale denunciava l’allestimento dell’opera che, sotto la regia di Christophe Gayral, è stata trasportata nel ’68 ispirandosi al “maggio francese” tradendo così, a giudizio di Alberto Veronesi, “I valori di Puccini”. Una contestazione forte e decisa, che, se da un lato è costata il licenziamento di Veronesi, dall’altro ha aperto una discussione seria ed importante sul tema degli allestimenti lirico-teatrali che ha coinvolto il Ministero della Cultura, con in testa il Ministro Sangiuliano ed il sottosegretario Sgarbi, e numerosi altri amanti del belcanto che hanno solidarizzato con il Maestro condividendo il senso della sua contestazione.
Dunque, Vibo Valentia ha accolto questa sorta di “nuovo esordio” di Alberto Veronesi e lo ha fatto apprezzando l’allestimento e la direzione, l’esecuzione e la regia (d’altronde, anche in questo caso alla drammaturgia è stato chiamato un nome di riconosciuto valore, come Franco Marzocchi, già conosciuto ed apprezzato in città perché tra i protagonisti di “ViboLirica”, stagione tenutasi lo scorso autunno a Palazzo Gagliardi).
Ed il M° Alberto Veronesi non si è lasciato sfuggire l’occasione per celebrare solennemente il suo ritorno alla direzione d’orchestra. Il suo ingresso è stato uno splendido file rouge con Torre del Lago: è entrato bendato, così come da lì era uscito, ed i musicisti dell’Orchestra Sinfonica della Calabria lo hanno accolto bendandosi a loro volta. Quindi, in perfetta armonia, rivolgendosi al pubblico presente, la benda è stata tolta insieme ad un chiaro messaggio.
“Noi togliamo queste bende per guardare con occhi nuovi la bellezza – ha dichiarato Alberto Veronesi - La bellezza dei nostri autori e la semplicità delle scene; la bellezza di questi giovani che vogliono lavorare e studiare in questo paese… e la straordinaria bellezza di questo territorio, Vibo Valentia e la Calabria, il Mezzogiorno d’Italia. Noi con questa nuova visione andiamo a eseguire una Traviata che sarà semplice e bella. Poetica!”.
L’applauso unanime del pubblico è stata la conferma migliore di un pensiero che accomuna gli amanti del belcanto.
Quindi, “La Traviata”.
Un’esibizione intensa, emozionante fino a suscitare commozione tra il pubblico, soprattutto grazie ad una splendida Claire Coolen, soprano dalla voce limpida e possente, interprete coinvolgente di una Violetta toccante, ben supportata dagli altri interpreti, tra voce e danza, tutti all’altezza del compito.
E poi, l’Orchestra. Questa Orchestra Sinfonica della Calabria è un gioiello che custodisce in sé fantastici musicisti, giovani e locali, mostrando concretamente che un futuro per i nostri ragazzi è ancora possibile qui, anche qui, se solo facciamo scudo contro chi preferisce l’ignoranza e la mediocrità buoni a tenere soggiogata la periferia del meridione.
Soddisfatto, alla fine Alberto Veronesi: “Ecco qui la prova concreta della mia proposta in alternativa a pretestuosi e provocatori allestimenti: torniamo alla bellezza, torniamo alla poesia, alla cura del testo, torniamo al rispetto degli autori. Stasera abbiamo dato prova che fa meglio una piccola orchestra del Mezzogiorno italiano, come l’Orchestra Sinfonica della Calabria di Vibo Valentia, che un grande Festival con milioni di euro dallo Stato. Torniamo ai giovani. Usiamo i soldi dello Stato per sostenere i tanti musicisti, cantanti, solisti, artisti lirici, che sgobbano e studiano, ma vengono dimenticati ed invece, come dimostrato stasera a Vibo Valentia, meritano il nostro rispetto ed il nostro sostegno”.
