Carenza di personale, l’allarme colpisce anche Vibo
Imprese a caccia di personale mentre cresce il mismatch occupazionale

Aziende che cercano personale e non lo trovano, nonostante un tasso di disoccupazione che continua a restare tra i più alti d’Italia. È il paradosso che attraversa Vibo Valentia e l’intera Calabria, dove il fenomeno del cosiddetto “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. A certificarlo sono gli ultimi dati della Cgia di Mestre: nella regione quasi il 30% delle assunzioni programmate dalle imprese rischia di saltare per mancanza di candidati o di profili adeguati.
Tradotto in numeri, significa circa 44 mila posti di lavoro destinati a restare vacanti. La situazione più critica riguarda la provincia di Crotone, ma il problema coinvolge in maniera trasversale anche Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, colpendo soprattutto piccole e medie imprese attive nei comparti dell’artigianato, del turismo, dell’edilizia e dei servizi.
Secondo l’analisi, a pesare è soprattutto il cambiamento delle priorità dei lavoratori più giovani, che oggi chiedono salari più alti, maggiore flessibilità e migliori condizioni di vita. Dall’altro lato, le imprese denunciano la difficoltà nel reperire figure tecniche specializzate e lamentano un crescente divario tra formazione scolastica e competenze richieste dal mercato.
Sul tema sono intervenute anche le associazioni di categoria. Durante un recente Career Day organizzato a Catanzaro, Unindustria Calabria ha chiesto un’alleanza stabile tra Regione, scuole, università e imprese per costruire percorsi formativi più vicini alle esigenze produttive. Preoccupazione anche da parte di Confartigianato Calabria, che parla di emergenza strutturale e invoca politiche attive immediate per evitare il rischio di paralisi per migliaia di micro e piccole aziende.
