Rinascita, Mantella svela perchè fu fatto esplodere un locale nel Vibonese
Nel corso del maxi processo "Rinascita Scott" l'ex boss vibonese Andrea Mantella, collaboratore di giustizia dal 2016, ha svelato le dinamiche che hanno portato all'esplosione del locale "Kaipira" che si trovava alla Marina di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. Vicino a questa attività commerciale "c'era quella di Nicola Barba, e fu lui stesso, fratello di Franco Barba, che mi chiese la cortesia se potevo distruggerla perchè gli faceva concorrenza".
Barba poteva "permettersi" di fare queste richieste perchè, secondo quanto riferisce Andrea Mantella, "io con Nicola Barba avevo rapporti economici, amicali, e perció lui mi chiese questa cortesia come me ne ha chieste altre". "Io gli dissi ‘ok, va bene’ - continua il pentito - e mi lui mi chiese se potevo far mettere una bomba". A quel punto il collaboratore di giustizia chiese a sua volta un'altra cortesia, questa volta ai Bonavota con cui "ero di casa e di bottega". Alla fine, quindi, "il locale è stato distrutto e ne ha tratto beneficio solo ed esclusivamente il signor Nicola Barba".
Il pentito, interrogato dal pm Andrea Mancuso in video collegamento con l'aula bunker di Lamezia, non ricorda però l'anno preciso in cui avvenne, in quanto "diversi reati erano tutti 'appollaiati' tra il 2003 e inizio 2006". E sul proprietario del "Kaipira" evidenzia: "A quei tempi si vociferava che appartenesse alle forze dell’ordine". O meglio, spiega, "dicevano che era un ‘carabiniere’, ma non so se nel senso che era un 'infame' o che era un carabiniere vero e proprio".
È importante sottolineare - come ha evidenziato anche l'avvocato Diego Brancia, difensore di Nicola Barba - che questa vicenda non è però contestata allo stesso Nicola Barba all'interno del maxi processo Rinascita Scott. Come ha spiegato il pm della Dda di Catanzaro, infatti, il fatto è stato citato solo nell'ambito di un discorso più ampio riguardante i rapporti tra Andrea Mantella e il clan dei Bonavota.
