La Corte d’Appello di Catanzaro ha ulteriormente condannato – per la prima volta in sede civile – al risarcimento dei danni quantificato in svariate centinaia di migliaia di euro due giovani di Mendicino di età compresa tra i 16 ed i 17 anni per condotte persecutorie e violenza sessuale di gruppo su una giovane – all’epoca dei fatti – di 13 anni che chiameremo Maria.

Una vicenda senza precedenti che dopo più di 15 anni di battaglie legali riscontra la domanda di giustizia avanzata da un’adolescente, costretta a subire le attenzioni violente dei suoi aguzzini a Mendicino, prima bulli e poi carnefici, è iniziata nel 2004 e, purtroppo, resterà per sempre scolpita nella mente e nel corpo di Maria (il nome è di fantasia).

I Giudici di secondo grado, e prima ancora il Tribunale di Cosenza, non hanno considerato l’episodio di violenza sessuale come un fatto isolato, ma come strettamente connesso ad una personalità incline alla violenza, alla sopraffazione ed all’aggressività degli altri, evidenziando in modo marcato, i limiti dell’educazione non adeguata impartita dai genitori dei violentatori che, per questo, sono stati condannati a rispondere dell’accaduto.