Scandalo idrico in Calabria: sigilli a pozzi e impianti, indagati i sindaci
I Carabinieri sequestrano le infrastrutture collegate al fiume: avvisi di garanzia per l'attuale primo cittadino, il suo predecessore e il capo dell'ufficio tecnico
Un terremoto giudiziario scuote il Comune di Belvedere di Spinello. Nelle prime ore di oggi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Crotone hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo che ha colpito i gangli vitali della rete idrica locale.
L'operazione, supportata dai militari della stazione locale, ha portato al blocco di diverse infrastrutture strategiche: sotto sequestro sono finiti un pozzo situato nei pressi del fiume Neto, le relative pompe di sollevamento e dosaggio, una vasca di raccolta e ampi tratti della condotta che trasporta l'acqua verso le abitazioni dei cittadini.
L'intervento dell'Autorità Giudiziaria non si è fermato alle sole strutture materiali. I militari hanno infatti notificato tre avvisi di garanzia, iscrivendo nel registro degli indagati le figure chiave dell'amministrazione comunale: l'attuale sindaco in carica, l'ex primo cittadino dell'ente e il responsabile dell'Area Tecnica del Comune.
Le indagini mirano a fare luce sulla gestione e sulla conformità del sistema di adduzione idrica, finito nel mirino degli inquirenti per presunte irregolarità che avrebbero compromesso la regolarità del servizio o la sicurezza degli impianti. Al momento, la gestione delle infrastrutture sequestrate è soggetta alle prescrizioni stabilite dalla Procura per garantire, dove possibile, la continuità dei servizi essenziali alla popolazione.
