Il "virus" di Spirlì: chiudere sempre e solo le scuole
La Calabria non andrà alle urne il prossimo 11 aprile. E già questo è un vulnus della democrazia. Si voterà tra il 15 settembre ed il 15 ottobre, lasciando in carica un presidente che -laddove è prevista l'elezione diretta del governatore - non è stato nemmeno eletto consigliere dai cittadini. Un problema significativo in una democrazia, tanto più se l'unica vera emergenza del momento, quella legata al Covid, continua ad essere gestita in modo carnevalesco, con annunci sui social, chiacchierate con i fans e tarantelle varie. "Siamo 2000, buongiorno Francesco, ecco la bella Maria, vi voglio bene" e via dicendo. Ebbene, caro presidente Spirlì, non si risolve tutto con le dirette social, quando poi le risposte non arrivano, le ordinanze vengono trascritte a metà, corrette ed infine integrate. Quella è la Regione, non l'oratorio! Con tutto il rispetto...
La scuola è il pallino del presidente facente funzioni da ormai qualche mese. Per carità, il pianeta istruzione, specie nella regione d'Italia in cui l'abbandono scolastico è più elevato, indubbiamente rappresenta, un punto fermo. Ma non si risolve tutto con continue chiusure che uccidono la formazione. Anzi, così non si risolve nulla. Specie se questa chiusura è frutto di un'impreparazione profonda a gestire la pandemia: da settembre si parla dei trasporti, degli ambienti didattici inadeguati, della connessione internet inesistente o quasi in taluni centri dell'entroterra. A tutto questo bisognava mettere mano, già dopo la prima ondata, invece, siamo arrivati alla terza e ancora discutiamo su quanti ragazzi debbano salire sui pullman e soprattutto, non siamo in grado di imporre ai proprietari delle ditte di trasporto un piano attendibile.
In compenso, la soluzione c'è sempre: non appena i contagi salgono e le terapie intensive si intasano, Spirlì chiude le scuole. D'altronde, "il giovane seduto al banco è una visione medievale del rapporto docente-studente". Meglio quello dinanzi al pc, pronto giustamente ad eludere la sua impreparazione copiando tutto senza che il docente possa verificare? Meglio perpetuare una forma di ignoranza funzionale e sostanziale? Suvvia, presidente!
La scuola si può fare soltanto in classe. Tutto il resto ha aiutato in questo anno, ha consentito di fronteggiare un momento difficile, ma non è scuola!
Poi, mentre gli istituti da domani si accingono a chiudere i battenti, ecco che il facente funzioni - quanti rimpianti per Jole Santelli a prescindere dal suo credo politico - lascia aperto tutto il resto: la Calabria rimane infatti zona gialla e non ci sono - giustamente -altri provvedimenti. Dunque, quei ragazzi che in classe non potranno andare, saranno liberi di scorazzare lungo i viali della città, di assembrarsi come riterranno più opportuno, di festeggiare i compleanni e perfino i 100 giorni dall'esame monco di maturità.
A proposito, il piano vaccinale del personale docente e non docente a che punto è? Si vaccineranno gli insegnanti in questi quindici giorni di...pausa? Neanche a pensarci. Anzi, le Asp sono completamente nel pallone, in attesa di capire come gestire la somministrazione del siero, magari nel corso dell'ennesima diretta facebook, dalla viva voce del presidente all'interno dell'auto presidenziale! Suvvia, la misura è colma!
