Quarantena Covid: cambiano le regole a scuola. Le richieste delle Regioni
Lo stato di emergenza scade il 31 marzo, ma già adesso i dati indicano che la pandemia è in fase di ripiegamento. Non così la burocrazia e i protocolli, sempre complessi e tortuosi. È tempo dunque di semplificare e normalizzare. Basta con le fasce a colori, i malati per altre patologie conteggiati tra i ricoverati Covid, gli asintomatici sottoposti a sorveglianza sanitaria, gli studenti vaccinati in dad e per il rientro a scuola niente tampone, chiedono i presidi. Questa – al termine di un vertice tra i governatori – la posizione unanime delle Regioni, che sarà messa nero su bianco in un documento da sottoporre al governo. Premier e ministri sono alle prese con le elezioni del capo dello Stato, ma c’è la volontà politica di rivedere le misure restrittive.
Un appello recepito anche dallo stesso governo che "a stretto giro" – per citare il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso – varerà le nuove norme, con mini isolamenti e didattica a distanza riservata esclusivamente ai non vaccinati. Sul tavolo anche la proposta di eliminare i tamponi per il rientro in classe, mantenendo comunque l’autosorveglianza. Nel frattempo l’Alto Adige si porta avanti e riduce autonomamente la Dad da 10 a 7 giorni "per garantire più scuola in presenza". Ma non solo, gli asili resteranno aperti fino a quattro casi di positività. Il fronte delle Regioni, che si sono viste a Roma, appare compatto. La richiesta è quella di garantire le lezioni in presenza agli studenti vaccinati. "Basta caos nelle scuole - le parole del governatore della Toscana, Eugenio Giani -: chi è vaccinato con tre dosi non deve andare in Dad. Restino a casa solo i positivi e chi non è vaccinato". A fargli eco è il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, secondo il quale "le attività scolastiche non vanno sostituite dalla Dad quando bambini e ragazzi sono vaccinati e non ci sono sintomi".
