Parata 9 maggio a Mosca: lo zar Putin vola basso. Ecco perché
Il tanto temuto salto di qualità non c'è stato. Niente dichiarazione di guerra all'Ucraina che metta fine alla farsa dell'operazione speciale e apra alla mobilitazione generale in Russia; niente minacce di utilizzo del nucleare tattico o minacce dirette di allargamento del conflitto a paesi Nato se non smetteranno di fornire armi e assistenza a Kiev; niente riferimenti concreti agli eventuali obiettivi territoriali (Odessa, l'Intero Sud, la Transnistria) al di là di Donbass e Crimea. Niente di niente. E menomale. Vladimir Putin è uno Zar confuso, chiuso nella trappola della retorica che lui stesso ha creato e incapace di volare alto in una parata per la Vittoria della Grande guerra patriottica - la Seconda Guerra Mondiale - nella quale neppure la sua aviazione (a causa di presunte cattive condizioni meteo) ha volato. Tutto è stato terra terra. Modesti i riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale che viene artificiosamente legata all'attuale invasione dell'Ucraina, scontate e difensive le affermazioni sulla necessità della Russia di intervenire prima di un fantomatico attacco della Nato, attacco che fu un classico della propaganda sovietica, ma che era ed è confinato nel libro dell'impossibile, utile solo per giustificare una politica aggressiva da parte di Mosca.
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