Coronavirus, Irto (PD): "Per la scuola non basta l'acquisto di pc e tablet"
"La crisi del Covid-19 ha svelato come l'Italia, oggi, stia pagando un prezzo molto alto nei settori fondamentali in cui lo Stato dovrebbe garantire servizi ai cittadini. Se ciò è eclatante nel campo della sanità, è senz'altro evidente anche nella scuola, che esige un impegno straordinario della mano pubblica". Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico, Nicola Irto, che aggiunge: "Senza investimenti congrui nell'istruzione, la politica dimostrerebbe di non aver colto lo stravolgimento provocato dal Coronavirus, né le questioni essenziali legate all'emergenza in atto, che si pongono come dirimenti per affrontare il futuro".
Non basta l'acquisto di pc e tablet. Secondo Nicola Irto, "ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti che sta paralizzando il sistema scolastico nazionale. La riapertura delle classi a settembre, di cui peraltro non si ha neppure certezza, avrà ripercussioni pesanti". Proprio per questo è necessario, in particolare, che "la giunta regionale della Calabria a mettere in campo un piano per la scuola realmente ambizioso, che non si limiti alle misure annunciate finora. Per quanto importante, l'acquisto di pc e tablet, che sarà possibile grazie al Por che abbiamo scritto nella passata legislatura, non sarà sufficiente a far fronte alla complessità del futuro che ci attende. Si rendono necessari interventi infrastrutturali per l'innovazione tecnologica, che pongano come orizzonte la diffusione della società della conoscenza mediante lo sviluppo di piattaforme web e risorse di apprendimento online. Occorre accelerare, e la Regione ha già in mano gli strumenti amministrativi e finanziari necessari, il processo di digitalizzazione e la sperimentazione di soluzioni didattiche innovative".
Ridurre il digital divide. "Su tutto si pone l'esigenza di ridurre, innanzitutto sul piano delle infrastrutture di rete, il digital divide che ancora oggi colpisce troppi Comuni del nostro territorio, a cominciare dalle aree interne. Tale fenomeno, infatti, sommandosi all'ulteriore divario digitale creato dalle disuguaglianze sociali, nell'ambito della didattica a distanza rischia di aggravare il problema della dispersione scolastica che, in Calabria, riguarda uno studente su cinque".
Necessario l'intervento del Governo nazionale. Irto chiede inoltre "un ripensamento complessivo degli interventi in edilizia scolastica, non solo in termini di riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica, ma anche di garanzia degli spazi necessari per il distanziamento sociale. Così, tra l'altro, si rimetterebbe in moto il settore edile che oggi è tra i più colpiti dalla crisi economica". In questo contesto, conclude il consigliere regionale democratico, "il Governo nazionale non potrà venire meno all'impegno. Per sostenere la scuola italiana non basteranno interventi circoscritti, ma servirà un vasto piano di intervento, basato su una visione di lungo periodo che non trascuri i bisogni concreti del suo personale, a cominciare dal rinnovo del contratto nazionale".
