Penalizzazione indolore per il club peloritano, ma Caffo e Beccaria sembrano determinati ad andare avanti e a rivolgersi al Coni per ottenere l'ammissione alla Lega Pro

La Corte federale d'appello a sezioni unite ha accolto il ricorso del procuratore federale avverso il proscioglimento dell'Acr Messina. Il deferimento era arrivato "a titolo di responsabilità diretta e propria, per aver depositato presso la Lega Italiana Calcio Professionistico, entro il 31 gennaio 2017, una garanzia dell’importo di € 350.000,00 in sostituzione di quella non più efficace prestata dalla Gable Instaurance AG depositata in sede di rilascio della Licenza Nazionale 2016/2017, anch’essa priva di efficacia nei confronti del beneficiario per mancato versamento del premio assicurativo”.


Penalità ininfluente. Da qui la penalizzazione di due punti,  oltre a quelli già inflitti nel corso del campionato. La pena sarà tutt'altro che afflittiva visto che i punti in questione verranno detratti dalla classifica della stagione 2016-2017. Quindi il Messina passa da quota 44 a quota 42 punti ma sostanzialmente non cambia nulla perché i peloritani mantengono tre lunghezze di vantaggio sulla zona playout.

Ricorso rossoblù. Una penalizzazione indolore, insomma, che fa ulteriormente arrabbiare  la Vibonese. Il Messina, infatti, oltre a non avere onorato gli impegni con i propri tesserati e non aver versato ancora i contributi nel corso della seconda parte della stagione, ha giocato l'intero campionato senza una fideiussione valida. Il club rossoblù non ci sta ed è pronto a rivolgersi al Coni. Il presidente Caffo ed il direttore generale Beccaria hanno infatti incontrato sabato scorso a Bergamo l'avvocato Cesare Di Cintio, esperto in diritto sportivo, per valutare le strade da seguire per avere giustizia ed essere riammessi in Lega Pro al posto di chi non ha rispettato le regole. (mi.fa.)