Si lancia dal balcone per sfuggire alle violenze del marito, disposto l'abbreviato
Era convinto che la moglie lo tradisse e aveva lasciato Bolzano, dove lavorava, per tornare a Botricello e “chiarire” una situazione che, nella sua mente, era ormai diventata un’ossessione. Ma quella gelosia, alimentata da sospetti e controlli continui, è presto degenerata in un dramma familiare che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Catanzaro, l’uomo – un 47enne – aveva trasformato la casa di famiglia in un luogo di sorveglianza: telecamere piazzate nelle stanze, app di localizzazione sul cellulare della moglie, controlli costanti. Il sospetto di un tradimento lo avrebbe spinto a tormentare la donna con accuse e minacce, fino al culmine della violenza, avvenuta lo scorso 28 marzo.
Quel giorno, dopo un’ennesima lite, la situazione sarebbe precipitata. L’uomo, accecato dalla rabbia, avrebbe colpito la moglie con pugni al volto e alla testa, afferrandola per i capelli e minacciandola con un coltello da cucina. Convinta che la sua vita fosse in pericolo, la donna ha cercato una via di fuga disperata, lanciandosi dal balcone del primo piano della loro abitazione. Nella caduta ha riportato fratture alla colonna vertebrale e numerose tumefazioni, ma è rimasta cosciente fino all’arrivo dei soccorsi, che l’hanno trasportata in elisoccorso all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove è stata ricoverata in prognosi riservata.
L’uomo, arrestato in flagranza e poi rintracciato poco distante, sporco di sangue e in stato di shock, dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia. I suoi avvocati, Piero Chiodo e Giuseppe Trivolo, hanno richiesto il rito abbreviato: l’udienza è fissata per il 10 dicembre davanti al giudice Chiara Esposito. Parti civili la moglie e la figlia, rappresentate dall’avvocato Francesco Mancuso.
Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato ha ammesso di aver perso il controllo, ma ha negato di aver impugnato un coltello o di aver agito con l’intenzione di ferire la moglie. Una versione che gli inquirenti giudicano poco credibile, anche alla luce delle testimonianze della madre dell’uomo, che aveva percepito da giorni il crescente stato di agitazione del figlio.
