Ricostruita in aula la genesi dell'inchiesta, i contatti con il Sud America per l'importazione di centinaia di chili di stupefacente e gli incontri nel vibonese e nel reggino

di GIUSEPPE BAGLIVO

E' stata la volta oggi dei primi due testi del pubblico ministero nel processo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia nato dall'operazione denominata "Overing". Si tratta degli investigatori della sezione Anticrimine del Ros di Catanzaro che hanno seguito tutta l'inchiesta sino agli arresti avvenuti nel 2015. Un'indagine che nasce nel 2004 come attività parallela ad altra inchiesta che mirava a far luce sullo sbarco di un carico di cocaina nel porto di Livorno. E' stato in particolare il maresciallo capo Daniele Pafundi, del Ros di Catanzaro, a rivelare che i carabinieri erano riusciti ad infiltrare nell'organizzazione di narcotrafficanti un agente sotto copertura, nome in codice "Maurizio Amico". Un luogotenente dell'Arma che ha avuto il compito di mettersi in contatto con un'azienda specializzata nell'importazione di cocaina in Italia.

spilinga-raffineria-cocaina

I vibonesi e la cocaina. "La droga - ha raccontato l'investigatore in aula - doveva essere acquistata dai vibonesi Domenico Cino di Spilinga, Giuseppe Foti di Stefanaconi, Saverio Serra di Vibo". E' l'inizio dell'operazione denominata "Overing" con un intreccio "di cointeressenze economiche del gruppo Cino-Serra-Foti che sin dal 2006, oltre a quella di Livorno, tentò di impegnarsi in altre importazioni, con la cocaina che veniva imbevuta in alcuni tessuti per poi essere estratta". Sarebbe stato Domenico Trimboli, latitante e ritenuto fra i principali narcotrafficanti a livello internazionale, ad inviare un chimico nella masseria di Domenico Cino a Panaia di Spilinga, nel Vibonese, per estrarre la cocaina dai tessuti. Un procedimento che non avrebbe prodotto i risultati sperati, tanto che l'organizzazione, alla quale avrebbe partecipato pure Ciro Davolo di Vibo Valentia, definito "elemento di raccordo e garanzia per l'importazione dello stupefacente", sarebbe riuscita ad estrarre solo tre chili di cocaina. A Domenico Trimboli, secondo quanto raccontato oggi in aula dal teste, sarebbero stati collegati pure Fabrizio Cortese di San Gregorio d'Ippona e Rocco Logozzo di Gioiosa Jonica i quali, avendo preso atto della mancata riuscita di estrazione della cocaina imbevuta nei tessuti, avrebbero preso altri contatti con i fornitori sudamericani.

cocaina

L'importazione di mille chili di droga. L'investigatore Daniele Pafundi ha poi riferito dei diversi viaggi in Colombia compiuti dal vibonese Fabrizio Cortese al fine di sovrintendere all'importazione di mille chili di cocaina, ospite di Domenico Trimboli e di altro trafficante indicato in Roberto Piras di Genova che avrebbe dovuto provvedere allo sdoganamento dello stupefacente nel porto di Vado Ligure. Cocaina poi da trasferire a Rocco Logozzo che si sarebbe rapportato con Tommaso Luccisano di Gioiosa Jonica (posizione stralciata) e con Francesco Cortese di San Gregorio d'Ippona (fratello di Fabrizio Cortese).

carabinieri ros

Gli incontri fra Jonadi e Vibo. I carabinieri del Ros sono quindi riusciti ad intercettare e a documentare diversi incontri che sarebbero avvenuti nel 2007 fra Rocco Logozzo e Francesco Cortese. Incontri che il teste ha raccontato essere avvenuti nella discesa di una strada parallela alla Statale 18 nel territorio di Vena di Jonadi. Nei pressi  di tale arteria, in una traversa vicino al bivio della Statale 18 per San Gregorio d'Ippona, Francesco Cortese ha poi aperto un auto-lavaggio con un garage al cui interno ci sarebbe stato il computer utilizzato per comunicare con la Colombia. Semplice il trucco, già emerso nell'operazione "Decollo". Allo stesso indirizzo email, attraverso la medesima password, avrebbero avuto accesso sia i calabresi che i colombiani, con la scrittura di mail che avveniva solo in "Bozza" e, dopo essere stata letta dal destinatario, cancellata.

Il mobilificio della Jonica e la cocaina nei tronchi di legno. Altro "sistema" di importazione della cocaina, spiegato in aula dall'investigatore del Ros, sarebbe stato quello di occultarla in tronchi di legno che venivano importati dalla Colombia e dal Venezuela servendosi del "mobilificio di Salvatore Iacopetta a Gioiosa Jonica". Quindi le intercettazioni operate nei confronti del vibonese Domenico Prestinenzi, di Rocco Logozzo e dello stesso Salvatore Iacopetta, sino al coinvolgimento "nel febbraio del 2008 di Domenico Barbieri di Davoli Marina" che si sarebbe incontrato con Rocco Logozzo.

L’inchiesta e gli imputati. Sono 17 gli imputati che si trovano sotto processo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. In 23 hanno invece chiesto ed ottenuto il rito abbreviato e saranno giudicati dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro.

OVERING

Associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale di cocaina l’accusa contestata dalla Dda di Catanzaro. Sotto processo a Vibo si trovano : Ciro Davolo, 64 anni, di Vibo ValentiaDanilo Fiumara, 47 anni, di Francavilla Angitola (Vv); Filippo Corello, 31 anni, di Vena Superiore(Vv);  Antonio Cortese, 50 anni, di San Gregorio d’Ippona (Vv); Bruno Fuduli, 55 anni, di Filandari (Vv), già collaboratore di giustizia nell’inchiesta “Decollo” del 2004 sul narcotraffico e poi arrestato in altra operazione; Domenico Prestinenzi, 54 anni, di Bivona, frazione di Vibo Valentia; Ferdinando Rossi, 47 anni, di Marano (Na); Giuseppe Schiariti, 35 anni, di Panaia, frazione di Spilinga (Vv); Saverio Serra, 45 anni, di Vibo Valentia, ma residente a Campogalliano (Mo)Vito Serratore, 48 anni, di Pizzo Calabro; Aniello Ambrosio, 59 anni, di Riccione; Riza Baco, 38 anni, albanese residente a Fiano Romano; Michele Flemma, di Perugia, 42 anni; Correa Gonzales Guillermo Leon, 40 anni, colombiano; Aldo Gorgaj, albanese, 38 anni, residente a Fiano Romano; Maria Caren Alvarez Velasquez, 41 anni, colombiana, residente a Scandicci; Elton Zotaj, 36 anni, albanese, residente a Fiano Romano, latitante.

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Hanno invece da tempo optato per il processo con rito abbreviato dinanzi al gip di Catanzaro (scelta che comporta un giudizio “allo stato degli atti” ed uno sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna): Domenico Cino, 63 anni, di Spilinga (Vv); Fabrizio Cortese, 44 anni, di San GregorioFrancesco Cortese, 47 anni, pure lui di San Gregorio d’Ippona;   Saverio Patania, 40 anni, di StefanaconiAgostino Di Barbora, 53 anni, residente a Mortegliano (Ud); Ismael Maldonado Beltran, 74 anni, colombiano, latitante;Jemenez Callender, 41 anni, venezualano, latitante; Martinez Carvallo, 44 anni, venezualano, latitante; Gonzales Castaneda, 56 anni, del Guatemala, residente a Milano; Elio Dell’Unto, 65 anni, di Aprilia (Lt); Agostino Di Barbora, 53 anni, Mortegliano (Ud); Marilena Facklam, brasiliana, 73 anni, residente a Roma,  latitante; Luigi Figini, 63 anni, di Milano; Jennifer Velez Giraldo, 37 anni, colombiana residente a Madrid; Gonzales Gomez, 33 anni, colombiano; Pineda Gomez, 62 anni, colombiano, latitante; Salvatore Iacopetta, 58 anni, di Gioiosa JonicaJaramillo Loaiza, 55 anni, colombiano; Tommaso Loccisano, 44 anni, di Marina di Gioiosa JonicaDritan Pane, 38 anni, albanese, domiciliato; Jhonny Parada, 47 anni, venezuelano residente a Canino (Vt); Roberto Piras, 73 anni, residente a La Spezia;  Claudio Timperi, 53 anni, di Fiumicino; Domenico Trimboli, 62 anni, nato in Argentina e residente ad Alessandria; Alberto Padilla Urena, 49 anni, del Costarica, latitante.

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Nell’ambito dell’operazione “Overing”  sono contestate dieci importazioni di cocaina.

Nel collegio di difesa gli avvocati: Sergio Rotundo, Diego Brancia, Francesco Stilo, Francesco Sabatino, Antonio Porcelli, Giovanni Vecchio, Giuseppe Grande, Giovanni Marafioti, Tiziana Barillaro, Antonino Crudo, Marco Talarico, Cesare Brancaleoni, Daniela Zigarella, Paolo Carnuccio, Gianluca Riitano, Giuseppe Ioppolo, Antonio Giannotti, Francesco Mazzaferro, Olivia Nati, Catia Piras, Daniele Caprara, Ida Napolitano, Nicoletta Cavani, Stefano Caroti, Maris Floriana, Manfredo Fiormonti, Stefano Busoni, Alessia Ratti.

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