Agitare i fantasmi è un vizio antico, immorale e poco cristiano. Una dello storture della società di ogni tempo e di ogni condizione. Esattamente come lo fu la caccia alle streghe o come l’andazzo malvagio, tanto in voga anche oggi, di prendersela con il diverso da noi, quasi come se “l’altro” fosse il portatore di sciagure, misfatti, peste bubbonica, delinquenza e di ogni genere di negatività.

Ci si fa il segno della croce, si partecipa alle sacre funzioni, ci si accosta all’eucarestia, si predica la morale nelle famiglie e negli oratori e poi a notte fonda ci si scaglia sul web, con l’audacia tipica delle canaglie, contro uei poveri cristi che per sfuggire alla morte, alla fame e al supplizio di regimi senza scrupoli hanno giocoforza dovuto scappare e raggiungere le nostre città e i nostri paesi.

Il coronavirus ha adesso dato lo spunto a questi signori della purezza occidentale ad una nuova caccia. L’obiettivo di questa nuova campagna è l’untore cinese. Ma oltre al coronavirus - sicuramente un problema serio da non sottovalutare - il contagio più serio in questo momento da scongiurare è la paura dello straniero e le tante sciocchezze messe in circolo dai leoni da tastiera. Che dire? I tempi sono davvero bui. Beato allora chi avrà candele. “Candele” di speranza e di parole ben dette. Le uniche in grado di salvari dal precipizio.